POCO PASSAGGIO
La fuga del commercio da Abbiate Guazzone
Chiude anche l’edicola: prosegue la desertificazione del quartiere di Tradate
Il processo di sesertificazione commerciale continua. Un’altra saracinesca abbassata, un altro servizio che lascia. Abbiate Guazzone, quasi ottomila anime, quartiere di Tradate, almeno per adesso non ha più un’edicola-cartoleria. È questo l’ultimo anello di una catena cominciata una quindicina di anni fa quando è stato chiuso il passaggio a livello di via Vittorio Veneto. Secondo gli addetti ai lavori e i responsabili delle associazioni che si occupano di commercio quella scelta ha praticamente desertificato il paese insieme con quella che ha portato alla proliferazione dei entri commerciali. Una convinzione che nasce dall’interruzione del flusso di auto da viale Marconi verso il centro.
Viabilità alla sbarra
Il concetto è: senza il passaggio di veicoli non si è alimentata la presenza di persone che hanno progressivamente rivolto altrove le loro attenzioni. Nel giro di pochi anni Abbiate ha perso negozi, sono state chiuse le filiali e sportelli bancari e alcuni esercizi commerciali che assicuravano un accesso immediato, anche a beni di prima necessità, in caso di bisogno. E senza servizi comodi è anche difficile riavviare quel ciclo virtuose che dovrebbe portare, soprattutto, a un aumento dei residenti. Abbiate ha comunque una stazione ferroviaria di Trenord e si sa quanto i trasporti fruibili facilmente abbiano un ruolo decisivo per una comunità.
Il commercio è ovviamente una questione privata nella quale l’Amministrazione comunale gioca una partita marginale. Semmai può essere uno stimolo verso chi ha voglia di mettersi in gioco. E questo stimolo si chiamano risorse e investimenti. I progetti ci sono ma vanno a rilento, troppo a rilento.
L’articolo completo sulla Prealpina di mercoledì 4 febbraio, in edicola e in edizione digitale
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