IL PERSONAGGIO
Addio Robert Millar: ora Philippa York fa la scrittrice
Il forte ciclista scozzese giunse quarto in un Tour
Primo degli umani dietro a tre extraterrestri. Correva l’anno 1984 e il ciclismo sfornava campioni uno dietro l’altro, Francesco Moser completava il suo incredibile palmares ottenendo il record dell’ora e vincendo sia la Milano-Sanremo, sia il Giro d’Italia superando in classifica nell’ultima tappa a cronometro con arrivo a Verona il fuoriclasse francese del momento, Laurent Fignon, che, va ammesso, corse il Giro in preparazione del Tour de France, come fanno soltanto i campionissimi. E al Tour Fignon fu imprendibile: lo vinse con oltre dieci minuti di vantaggio su uno dei più forti corridori di sempre, l’altro transalpino Bernard Hinault, e sull’astro nascente del ciclismo mondiale, lo statunitense Greg Lemond. Quarto arrivò lui, primo ciclista britannico a contare qualcosa nelle graduatorie finali delle grandi corse a tappe: lo scozzese Robert Millar. Millar era il prototipo dello scalatore tipo: piccolo, leggero, dotato di scatto, appena la strada iniziava a salire lo vedevi sempre tra le prime posizioni del gruppo e appena saliva ancora un pochino di più lo vedevi partire all’attacco, con rasoiate a cui pochi riuscivano a rispondere. Staccarlo in montagna, poi, era un problema per tutti, fuoriclasse compresi. E così quell’anno Millar non solo arrivò quarto al Tour, ma lo fini indossando sui Campi Elisi la prestigiosa maglia a pois del miglior scalatore. In Italia, Robert Millar si fece conoscere soprattutto nel 1987, quando fu l’unico a contrastare lo strapotere dello squadrone della Carrera: non riuscì a vincere, ma arrivò secondo dietro a uno spaziale Stephen Roche, che quell’anno centrò la pogaciariana impresa di vincere anche il Tour e il campionato del mondo. Come consolazione, da quel Giro Millar si portò a casa anche la maglia verde che spettava, guarda caso, al miglior scalatore della corsa.
Ma che fine ha fatto Robert Millar?
Scomparso dopo il ritiro, di lui non si è saputo più nulla, anche perchè qualche anno dopo, superata una gravissima depressione, Robert Millar non era più Robert Millar, ma, completata la transazione di genere, si chiamava - e si chiama tutt’ora, Philippa York. Philippa, 67 anni, fa la giornalista su un sito di ciclismo, la commentatrice in tv e ha vinto il premio di miglior libro sportivo britannico dell’anno con il suo libro “The Escape”, “La fuga”. Come quando Robert si alzava sui pedali davanti a una salita, nessuno degli altri scrittori l’ha ripresa più.
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