MILANO
Alla Scala 13 opere, apre Otello e poi va in Asia
(ANSA) - MILANO, 25 MAR - Opere che alla Scala hanno
debuttato per poi diventare di casa nei teatri di tutto il mondo
e opere che alla Scala non sono mai state eseguite: è un mix di
elementi diversi, a quanto apprende l'ANSA, la prossima stagione
del teatro alla Scala che prevede 13 titoli di opera, 7 di
balletto, presentati nei giorni scorsi al cda e oggi ai
sindacati.
Sarà Otello - opera composta da Verdi proprio per la Scala
nel 1887 - ad aprire il prossimo 7 dicembre la stagione d'opera
del teatro. Per la prima volta arrivano alla Scala Leonora di
Ferdinando Paër, opera che ispirò Fidelio di Beethoven, e Nixon
in China, lavoro di John Adams del 1987 che qui arriva
nell'allestimento di Valentina Carrasco, applaudito all'Opéra di
Parigi. E Otello andrà poi in tour in Corea e Giappone a
settembre.
Assunto l'incarico di nuovo direttore musicale, sarà
Myung-Whun Chung a dirigere Otello, che manca dalla Scala dal
2005. L'allestimento è affidato a Damiano Michieletto con un
cast che include il tenore Brian Jagde (che già due anni è stato
protagonista del 7 dicembre con La forza del destino), il
veterano Luca Salsi e Eleonora Buratto. Chung sarà sul podio
anche per un altro classico verdiano, Macbeth, con la regia di
Barrie Kosky, mentre Michieletto firmerà l'allestimento di Don
Quichotte di Massenet diretto da Bertrand De Billy. Torna lo
spettacolo più iconico della Scala: la Bohème del 1963 di Franco
Zeffirelli con Daniel Oren sul podio. In programma Les pêcheurs
de perles di Bizet, con la regia di Arnauld Bernard, che segna
il debutto milanese di Henrik Nànàsi sul podio. Debutterà alla
Scala nell'opera anche Francesco Ivan Ciampa, con Anna Bolena
nella produzione firmata da Chiara Muti. Debutto scaligero anche
per il giovane regista Daniele Menghini che curerà Leonora
(opera che è stata modello per Fidelio e che va in scena
nell'anniversario beethoveniano) diretta da Roland Böer, mentre
per Nixon in China sul podio salirà Kent Nagano. Manca dalla
Scala da 55 anni I Puritani, che sarà presentata con la regia di
Davide Livermore e la conduzione di Fabio Luisi, mentre il
direttore musicale uscente del Piermarini, Riccardo Chailly,
continua la sua esplorazione nella musica russa novecentesca con
The Rake's Progress di Stravinskij con la regia fi Kasper
Holten.
È una ripresa Don Giovanni con la regia di Robert Carsen
affidato alla bacchetta di Thomas Guggeis così come Il Barbiere
di Siviglia con la regia di Leo Muscato e il trentenne Giulio
Cilona, mentre Marcos Morau sarà nel ruolo di regista-coreografo
per Dido and Aeneas di Purcell con la conduzione di Gianluca
Capuano. Morau è anche coreografo di Etude che con The Four
Seasons di David Dawson è un nuovo dittico nella stagione del
balletto che si aprirà con lo Schiaccianoci e proseguirà con
Giselle, però nella versione di Akram Khan, che finora non era
mai uscita dal Regno Unito, il Gala Fracci, Sogno di una notte
di mezza estate di Balanchine, il ritorno di Paquita di Pierre
Lacotte, andato in scena lo scorso anno e un trittico per il
centenario di Maurice Bejart con L'oiseau de feu, Boléro e, per
la prima volta alla Scala, Serait-ce la mort. Torna invece con i
Berliner Philharmoniker per un concerto Kirill Petrenko, in
attesa di vederlo di nuovo sul podio di un'opera nel 2028. E
torna, dopo il successo del Ring, Alexander Soddy mentre debutta
con l'orchestra di casa Klaus Klaus Mäkelä, trentunenne che
succede a Riccardo Muti alla guida della Chicago Symphony
Orchestra e prende anche la guida del Concertgebouw. (ANSA).
© Riproduzione Riservata


