MONTAGNA
Alpe Devero, circondati dal bianco
Tante attività alla portata di tutti
La neve è arrivata. Abbondante come non capitava da qualche anno. E, oltretutto nel periodo giusto. Ovvero quando, cambiamento climatico permettendo, dovrebbe rimanere giù un po’ di tempo. Febbraio, quindi, è sicuramente salvo per chi ama sci, ciaspole o, semplicemente, le passeggiate sulla neve. E non è detto che, con un po’ di fortuna, la stagione non possa continuare anche a marzo.
Uno dei luoghi migliori, non lontano dalla provincia di Varese, per vivere l’inverno e immergersi nel “bianco che più bianco non si può” è l’Alpe Devero. Qui si possono praticare diverse attività sulla neve adatte a tutte le capacità. Dalla semplice passeggiatina a Crampiolo fino a giri molto più ampi. Come premessa d’obbligo vi è innanzitutto il suggerimento di consultare il bollettino valanghe e il meteo ricordando che, per esempio, proprio per il rischio di slavine è vietato il passaggio lungo la strada estiva che giunge a Crampiolo. Inoltre, anche restando semplicemente nella piana, non è escluso che possano servire dei ramponcini perché, mediamente, la zona è abbastanza fredda e non è da escludere la presenza di ghiaccio.
Per chi desidera un’escursione più completa, esiste un itinerario ad anello di circa 14 chilometri, con 600 metri di dislivello (difficoltà WT2), ideale da percorrere con le ciaspole. Partendo dall’imbocco della Piana del Devero, si svolta subito a destra e, superato un ponte, ci si immerge in uno splendido bosco di larici. Il tracciato è ben segnato e battuto, ma non manca la possibilità di qualche breve deviazione fuori pista, per assaporare il silenzio e il candore del manto intatto. Dopo circa 45 minuti si arriva alla Corte d’Ardui, tradizionale bivio per chi, d’estate, percorre il Grande Est. Qui, proprio alle spalle delle due casette dell’alpeggio si risale un canalino non troppo ripido che porta all’Alpe Sangiatto. La salita è un po’ a intuito: se si è fortunati, qualcuno l’ha già segnata con le ciaspole e, quindi, basterà seguire la traccia. Per qualche metro si passa sotto a un pendio scosceso, dov’è meglio evitare di starci sotto troppo tempo. Non si sa mai. Dopo la risalita del canalino, si può tirare il fiato per qualche decina di metri, incontrando la mulattiera che sale all’Alpe Sangiatto. D’ora in poi il tragitto è ampio e sale con costanza, ma senza tirare troppo il collo. Insomma, dalla Corte d’Ardui, in poco più di un’ora si arriva al Sangiatto. Il panorama è monumentale: il lago ghiacciato è circondato dagli ultimi larici, mentre dall’altra parte il bosco lascia il posto all’amplissimo pianoro del Grande Est.
E sullo sfondo? Svettano le montagne delle Alpi Lepontine, dove il grigio della roccia danza col candido della neve. Ogni tanto si sente un boato: sarà qualche slavina che scarica nei ripidi canalini. È tempo di scendere, seguendo la stessa strada percorsa in salita fino alla Corte d’Ardui. Una volta in fondo, a Crampiolo si arriva in un attimo. Le baite e la chiesetta del borgo disegnano un paesino da favola. Seguendo il torrente, in circa mezz’ora, si arriva alla diga del Lago del Devero, mentre rimanendo a valle, il Lago delle Streghe si trova a meno di dieci minuti. Ora che le giornate si sono allungate, vale la pena toccare entrambi i luoghi per contemplare quanto di bello la natura è riuscita a disegnare e a donarci.
Al rientro a Crampiolo, uno stormo di corvi accompagna gli ultimi scatti fotografici, creando un contrasto netto con i pendii innevati e il cielo terso. Dopo un tè caldo e qualche minuto di relax, il cammino riprende passando dal Rifugio Castiglioni e dal gruppo di case di Pedemonte, per salutare un’ultima volta la Piana del Devero: uno dei luoghi più amati dai varesini e, più in generale, da chi vive la montagna con rispetto e passione.
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