L’EX CAMPIONE
Lo scatto di Basso «per affrontare le sfide quotidiane»
“Accendi la mente”: Ivan firma con Michele Grotto un libro sorprendente. «Per il Giro lo regalo a Turconi»
Dal 15 aprile è disponibile in libreria il nuovo libro edito da Bompiani scritto da Ivan Basso, due volte vincitore del Giro d’Italia, e da Michele Grotto, autore, formatore e consulente: è “Accendi la mente. 21 strategie per allenare i pensieri e vincere ogni sfida”.
L’unione di due eccellenze
Potrebbe sembrare all’apparenza l’ennesimo prodotto sul pensiero positivo, il self help e la mindfulness, ma in realtà è molto di più. “Accendi la mente” è un titolo che nasce dall’incontro tra due prospettive complementari, teoria e pratica, mente e corpo, e tra due professionisti motivati e preparati che decidono di mettere insieme le loro forze e di creare un vero e proprio manuale d’uso a disposizione di tutti. Ne è uscito un libro che stupisce.
Michele Grotto, esperto di architettura delle scelte, porta con sé il contributo più avanzato delle neuroscienze applicate, mostrando come le decisioni che plasmano la nostra vita prendano forma nel cervello ben prima di diventare azioni.
Allenare la mentalità vincente
Ivan Basso, campione internazionale di ciclismo, spiega come la mentalità vincente non sia un dono riservato a pochi, ma una competenza che si può allenare, nutrire e rendere stabile. «Questo libro ha l’obiettivo di fornire gli strumenti chiave per poter montare in sella, mettere i piedi sui pedali e iniziare a muoversi in equilibrio, tra le sfide quotidiane della vita». così recita l’introduzione del libro che si divide in tre parti e che si rivolge direttamente al lettore, servendosi del ciclismo come costante metafora della vita.
Come un viaggio personale
«Scrivere questo libro è stato anche un viaggio personale, perché mi ha permesso di rileggere ciò che ho vissuto da una prospettiva diversa - racconta Ivan- usando parole nuove e strumenti che prima non avevo. Molte cose che non ero mai riuscito davvero a raccontare hanno trovato spazio durante questo lavoro, e nel farlo mi sono reso conto che dentro certe esperienze c’era molto più di quanto pensassi». A undici anni dal suo ritiro, il campione di Cassano Magnago, ora speaker nelle aziende, imprenditore e manager del Team Polti VisitMalta, riflette a ritroso sulla sua carriera e sente l’esigenza di trasmettere ai giovani che segue, così come a chiunque ne sia interessato, gli insegnamenti che lo sport e la vita gli hanno dato.
Michele, Andrea e... Linkedin
«Ho incontrato Michele Grotto per la prima volta all’evento Performance Strategy di Marcello Mancini a Milano - racconta Basso -. L’ho cercato su Linkedin e da lì ci siamo messi in contatto per l’inizio di una collaborazione lunga due anni, il tempo che è passato dall’abbozzo dell’idea alla pubblicazione del libro».
Il dubbio iniziale su quale dovesse essere il formato più idoneo per veicolare il progetto è stato sciolto immediatamente da Andrea Tramontana, ex editor di Bompiani, che ha scelto quello cartaceo perché ritenuto fin da subito un possibile long seller, ovvero un libro senza una data di scadenza, destinato magari a diventare un classico nel suo genere. «Sul titolo - svela Ivan - ho dovuto alzare bandiera bianca e affidarmi all’esperienza del nostro editor. Siamo andati molto in difficoltà, forse anche perché troppo coinvolti emotivamente. È stato come per un cantante a cui manca l’ultima strofa per chiudere la canzone. Avevamo più di cento titoli nella chat che alla fine, per un motivo o per l’altro, non andavano bene».
Scritto in strada, in auto e in hotel
La redazione del libro è stata bella e complessa, addirittura avventurosa: «Abbiamo scritto ovunque: a bordo strada durante le gare, in hotel, in ufficio, in casa, perfino durante le tappe del Giro d’Italia. Ogni contesto apriva nuove idee, nuovi collegamenti, nuove consapevolezze. Questo libro non nasce solo come racconto del passato: è stato scritto con la mente accesa sul presente, osservando ciò che è accaduto e ciò che accadeva davanti a noi mentre cercavamo di spiegare proprio quei meccanismi, in modo accessibile e comprensibile a tutti». Ed è proprio nel presente, con i ciclisti della sua squadra, la Polti Visit Malta in procinto di partecipare al Giro d’Italia che Ivan trova l’applicazione diretta dei consigli esposti i “Accendi la mente”. Una squadra coesa è più importante di qualsiasi suggerimento tattico e la chiave per la crescita dei giovani ciclisti è prima di tutto quello di sapere come funziona la loro testa e di rispettare la loro storia e la loro cultura.
Watt per neurone e watt nelle gambe
«Gli atleti che abbiamo allenato negli ultimi tre anni potranno dire di aver vissuto quotidianamente quello che si legge nel libro» spiega Basso, mettendo in guardia dal passaggio troppo precoce al professionismo: «Non sempre i watt per neurone crescono di pari passo con i watt nelle gambe. È importante che ognuno percorra la sua strada seguendo il proprio ritmo. Ci sono i fenomeni di precocità come il francesino Paul Seixas ma non è detto che tutti possano esplodere a 19 anni, anzi. Il problema che dobbiamo porci è di curarci e di come aiutare gli altri, quelli che non vanno subito forte e aspettarli con lo spirito e i consigli giusti».
Il Giro? Occhi su Ludovico Crescioli
Con Ivan è inevitabile parlare del Giro d’Italia ormai alle porte, gli abbiamo chiesto quali sono gli obiettivi della sua squadra e quale il ciclista su cui puntare.
«Con il mio team abbiamo vinto due tappe in cinque anni finora e per quest’anno abbiamo individuato undici tappe in cui possiamo fare bene e sei in cui possiamo fare molto bene. Dovremo essere bravi a sfruttare ogni occasione e a non puntare sul testa a testa. Credo che Ludovico Crescioli -classe 2003- sia il miglior candidato a fare il salto di qualità dopo aver vinto il Giro dell’Appennino e aver fatto un terzo posto al Tour de l’Avenir nel 2024». Alla partenza della corsa rosa ci sarà un solo corridore varesino a raccogliere l’eredità di un movimento che in passato con Ivan, Chiappucci e Garzelli ha scritto pagine di storia della corsa più amata dagli italiani. Ivan regalarà il suo nuovo libro a Filippo Turconi per aiutarlo in questo suo debutto? «Certamente glielo farò avere - sorride Basso -Filippo è un ragazzo che conosco molto bene e con lui anche la sua famiglia: credo che abbia le basi solide per diventare un grande ciclista perché corre in modo propositivo, con gioia e accogliendo la sofferenza già dalle categorie giovanili. Ha fatto il percorso giusto, quello che lo potrà portare ad avere delle belle soddisfazioni».
© Riproduzione Riservata


