ABITAZIONI
Alloggi Aler a Busto: quasi 300 sono vuoti
In ristrutturazione o in valutazione: per questo non sono ancora utilizzabili. I numeri in città
Ad aprile, l’assessore ai Servizi sociali di Busto Arsizio, Paola Reguzzoni, aveva annunciato che entro la fine di questo mese Aler e Comune avrebbero messo a disposizione una trentina di appartamenti di edilizia residenziale pubblica che avevano bisogno di minimi interventi di ristrutturazione. Il tempo di fare i lavori, e quegli appartamenti che oggi sono ancora vuoti potranno essere occupati da chi ha bisogno di una casa. Ma quanti sono in città gli alloggi di Aler che oggi non possono essere utilizzati?
Numeri alla mano
L’azienda lombarda per l’edilizia residenziale a Busto Arsizio è proprietaria di un totale di 1.397 alloggi, che sommati ai 520 appartamenti di proprietà del Comune fanno un totale di 1.917 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Non sono pochi, ma non bastano per fronteggiare una domanda che continua a crescere. Tanto più che dei 1.397 appartamenti di Aler, oggi per un motivo o per l’altro 278 non possono essere utilizzati. Il problema, come aveva spiegato Reguzzoni al Consiglio comunale, è quello delle manutenzioni.
Il parallelo con la Lombardia
Oggi a Busto gli alloggi Aler vuoti perché in attesa di manutenzione sono 150, un numero che l’Azienda ritiene fisiologico. Di fatto, in media in Lombardia è vuoto e in attesa di ristrutturazione un alloggio Aler su dieci, con 150 su poco meno di 1.400 Busto è quindi sostanzialmente in linea cn il dato. Agli appartamenti in attesa di manutenzione bisogna però poi sommarne altri 53 dove i lavori sono già iniziati, 49 che sono in fase di valutazione e 26 dove i lavori sono già finiti e che sono in attesa di essere assegnati. Totale, i 278 di cui si diceva prima. Anche in questo caso si tratta di numeri sostanzialmente in linea con i dati regionali, quello che balza all’occhio è che se fosse possibile recuperare e assegnare tutti questi alloggi, a Busto l’emergenza casa sarebbe praticamente risolta.
Le domande
Nel 2024 in città erano state 320 le domande di chi chiedeva gli fosse assegnato un alloggio Erp. Oltre ai cosiddetti “poveri assoluti” a preoccupare negli ultimi anni è stato l’allargamento della “fascia grigia” rappresentata da quelle persone che hanno un lavoro più o meno stabile, ma non hanno comunque la possibilità di trovare soluzioni abitative sul libero mercato. Tanti comuni stanno studiando soluzioni di canone concordato o calmierato, ma allo stato il patrimonio di case pubbliche resta la strada principale per affrontare l’emergenza.
Tempi lunghi
Certo, è impossibile immaginare che Aler possa arrivare un giorno ad assegnare tutti gli alloggi di sua proprietà. Spesso un inquilino occupa un appartamento per decenni, quando per una ragione o per l’altra lo libera, l’azienda deve verificare la situazione dell’immobile e procedere ai lavori di manutenzione e ammodernamento. Anche solo l’adeguamento degli impianti alla normativa corrente, indispensabile per procedere a una nuova assegnazione, è un passaggio che obbliga a fare qualche lavoro. A questo bisogna poi aggiungere i tempi della burocrazia: solo la fase di valutazione può durare settimane, poi bisogna passare all’affidamento e quindi all’esecuzione dei lavori. I trenta appartamenti di cui parlava il mese scorso Reguzzoni sono quelli che già si sapeva avrebbero richiesto interventi di manutenzione minimi, o comunque sotto la soglia di spesa di 15mila euro. Della manutenzione straordinaria di interi complessi, si riparlerà più avanti.
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