IL CASO
Busto Arsizio, la droga arriva dal cielo
Ipotesi droni per le "consegne" in carcere
Arriva dal cielo la droga per i detenuti all’interno del carcere di via per Cassano. Non passa dalle visite tra parenti ma attraverso i lanci. Ovvero i pacchettini pieni di stupefacenti vengono lanciati dall’esterno all’interno della casa circondariale, nel campo di calcio per la precisione. Non solo. Vengono depositati pacchetti sul muro perimetrale. E non è da escludersi che vengano usati anche droni.
Secondo fonti de La Prealpina si sono registrati casi, ma al momento non sono stati intercettati. Di fatto non si può escludere questa ipotesi. Intanto però il tema dell’ingresso degli stupefacenti in carcere è in cima alla lista ed è uno dei problemi da fronteggiare per la polizia penitenziaria, che monitora la situazione, denunciandola.
La prova delle fotografie
La Prealpina è entrata in possesso di alcune immagini che documentano la situazione: si nota la presenza di pacchetti di stupefacenti lasciati appoggiati sul muro di cinta del campo di calcio. L’ipotesi è che gli spacciatori passino dai boschi per recarsi appunto nell’area della casa circondariale, e da qui compiano i lanci: infatti sono stati ribattezzati i “lanciatori”. Del resto, come è emerso mercoledì scorso durante un incontro pubblico, la direttrice della casa circondariale, la dirigente Elisabetta Palù ha rimarcato la presenza di 450 detenuti, di cui oltre 300 tossicodipendenti. Mentre la comandante del reparto di Polizia Penitenziaria di Busto Arsizio, Simona Finiello, ha spiegato la complessità del mondo carcerario: «I detenuti fanno uso di stupefacenti. La tossicodipendenza non li rende così lucidi da poter beneficiare dei percorsi per il reinserimento nella società».
Servizio completo sulla Prealpina in edicola sabato 20 giugno, disponibile anche in edizione digitale
© Riproduzione Riservata


