CARNEVALE
Piscina, luci e lavori: il Tarlisu striglia Antonelli
La consegna delle chiavi e le stilettate della maschera bustocca al sindaco di Busto Arsizio
A Carnevale ogni scherzo vale, e per questa settimana sarà il Tarlisu a reggere le sorti di Busto Arsizio. Ieri a mezzogiorno, in un’affollata e soleggiata piazza Santa Maria, il sindaco Emanuele Antonelli ha consegnato alla maschera bustocca le chiavi della città. È lo spiritoso rito che dà il via al Carnevale, ma è anche un’occasione per spronare l’amministrazione a migliorare ciò che non va. E ieri il discorso in dialetto del Tarlisu – impersonato come sempre da Antonio Tosi, detto il Pedela – è stato forse più sferzante del solito, tanto che il sindaco Antonelli ha finto di portarsi via le chiavi della città prima di affidarle alle maschere cittadine: insieme al Tarlisu c’erano la Bumbasina, al secolo Paola Crespi, e la Fudreta, Monica Colombo.
Le magagne
Il Tarlisu non ha tralasciato nessuna delle magagne cittadine: ha invocato il ritorno dei lampioni di Richino Castiglioni («In piaza San Giuán e Santa Maria in dré speciaà ancamó i lampión dul Richino»); ha ricordato il glorioso passato dell’ex calzaturificio Borri; ha messo il dito nella piaga della piscina Manara («Ma sa si dré a fá? Nögn a édam ciau e scüu», Cosa state facendo? Noi vediamo in chiaroscuro). Non sono mancati gli accenni alle “case in rovina” nelle vie Lualdi e Matteotti, alla Cascina dei poveri e alla Burattana, all’ospedale nuovo. Una stilettata è arrivata sull’area delle Nord e i lavori fermi in piazza del mercato: doveva essere il fulcro del rinnovamento, ma adesso «l’è tül será sü». Pensando alla colonia di Alassio, il Tarlisu sente «’na ròba chinscí, in dul canaüzzu», un groppo in gola. L’illuminazione pubblica è come «i cilóstar tème lüsi in di strá» (i candelabri da processione) e per vedere la Pro Patria nelle prime posizioni bisogna «vultá ‘l crapón» (girare la classifica al contrario). Il 2026, infine, è l’anno in cui verranno inaugurate le opere del Pnrr, acronimo che per la maschera bustocca significa Par Non Risciá a Ruina.
L’articolo completo sulla Prealpina di lunedì 16 febbraio
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