LE OPINIONI
Caso Pucci, la sinistra non ci ha capito nulla
Giorgia Meloni accusata di distrazione di massa mentre è tutto il contrario
Vogliamo spezzare una lancia in favore di Giorgia Meloni. La sua levata di scudi a difesa del comico Pucci non è affatto un'arma di distrazione di massa per non parlare dei problemi dell'Italia come invece sostiene l'opposizione. Ricapitoliamo: Andrea Baccan, in arte Pucci, è un comico non particolarmente raffinato e dichiaratamente di destra, che è stato invitato, non si sa bene da chi e perché, a condurre una puntata del prossimo Sanremo al fianco di Carlo Conti. Come sempre, come per qualsiasi cosa, persino la più sciocca, è partita la solita “shitstorm” sui social che ha ricordato o rivelato svariate cadute di stile da parte del comico nei confronti di donne, donne leader della sinistra, omosessuali e minoranze varie.
A seguito di ciò, nessun editto Bulgaro, bensì la decisione da parte dello stesso Pucci di autoescludersi dal Festival. A 42 minuti cronometrati dall'annuncio ufficiale, il presidente del Consiglio ha pubblicato un tweet di feroce attacco alla sinistra illiberale che avrebbe costretto il comico alla retromarcia. Apriti cielo, da destra tutti dietro (il presidente del Senato La Russa che ha addirittura telefonato all'inconsolabile e sensibilissimo comico per convincerlo a tornare sui suoi passi) e da sinistra l'attacco alla premier che parla di Sanremo anziché, nell'ordine, di Niscemi, dei lavoratori, delle pensioni e così via. E come sempre, a dimostrazione da parte dell'opposizione di non averci capito un tubo, con la continua sottolineatura da parte di politici e commentatori del fatto di neanche sapere chi è Pucci. Appunto. Giorgia Meloni, invece, lo conosce benissimo e soprattutto sa che lo conoscono una marea di italiani che riempiono non solo i teatri, ma interi palazzetti dello sport a ogni spettacolo del cabarettista milanese. Non diciamo certo che fosse una situazione costruita ad arte per arrivare a questo, ma la premier ha confermato di saper leggere in modo formidabile il modo di vivere la realtà da parte dell'italiano medio. Il quale si lamenta del lavoro, della pensione, della sanità e così via ma la sera, non ha voglia di argomenti pesanti come i diritti civili e il rispetto per gli altri, ma, stremato da una giornata da cani, di spaparanzarsi sul divano e di dimenticare le proprie miserie facendosi una risata davanti alla tv di fronte a un comico che non ha compromessi, freni inibitori, che interpreta “l'incazzato nero” esattamente come chi è di fronte alla tv a guardarlo. Questo quadro è totalmente ignoto ai paludati esponenti della politica e del giornalismo di sinistra che vivono in un mondo a parte: nel quale la politica è una cosa più seria ma non riesce a scendere quel gradino che la separa della gente qualsiasi. Certi leader, basti pensare a Trump che ogni due per tre attacca un personaggio del mondo dello spettacolo, hanno compreso che l'ex tubo catodico è ancora un riferimento culturale decisivo per influenzare il voto dei cittadini. E sfruttarlo è un'arma sempre vincente, anche a costo di difendere un comico esponendosi all'accusa di essere troppo nazionalpopolare. Ce lo ha spiegato Beppe Grillo che catturare l'elettore con l'ironia funziona sempre molto bene. E, in fondo, siamo stati governati più volte da Silvio Berlusconi. E come raccontava le barzellette lui...
di Silvio Tranquillini
Meloni accusata
di distrazione
di massa mentre
è tutto il contrario
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