L’ISTANZA DI RIPARAZIONE
Ai domiciliari per 169 giorni, poi assolto: ora chiede 142mila euro
Castellanza, l’incubo dell’ex direttore della Csp e la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione
La vita dell’architetto Paolo Ramolini, prima dell’arresto, era quella di un manager di successo di una municipalizzata, con una famiglia felice, un buon stipendio, un passato di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune. Poi arrivò il 6 novembre 2019: all’allora direttore generale della Castellanza servizi e patrimonio i carabinieri notificarono un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari con le accuse di peculato e truffa ai danni dello Stato.
Manette a un innocente
Assolto dal gup Nicoletta Guerrero dal primo reato e condannato a otto mesi per il secondo, l’avvocato Francesco Trotta fece cadere anche l’altra contestazione in appello. Dal 2024 l’assoluzione completa è definitiva e per Ramolini è arrivato il momento di riscattarsi. Nei giorni scorsi il legale Trotta ha presentato alla corte d’appello di Milano l’istanza di riparazione per ingiusta detenzione. Per quei 169 giorni trascorsi chiuso tra le mura domestiche domanda poco meno di 142 mila euro, che tengono in conto il lucro cessante per la sospensione degli emolumenti. In subordine, nel caso la corte volesse considerare il periodo intercorso tra richiesta di revoca della misura (12 dicembre 2019) e la scarcerazione (22 aprile 2020) 137 mila euro.
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