ROMA
C.Conti, con margini stretti rigore su priorità spesa, forti rischi esogeni
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - "La restrizione dei margini di
bilancio impone dunque una rigorosa ridefinizione delle priorità
di spesa, inclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti
settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo
fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della
liquidità aziendale". Così il Presidente di coordinamento delle
Sezioni Riunite in sede di controllo della Corte dei Conti Mauro
Orefice al Giudizio di Parificazione sul Rendiconto generale
dello Stato. "Non può peraltro essere sottaciuto che tale quadro
di stabilità rimane esposto a fortissimi rischi esogeni, nella
considerazione soprattutto che l'instabilità del contesto
globale potrebbe rendere necessarie revisioni significative
degli scenari economici in tempi brevi e la conseguente adozione
di politiche anticicliche atte a contenere in via preventiva gli
effetti negativi di tale perdurante instabilità", ha aggiunto.
Dalla sintesi della relazione sul Rendiconto generale dello
Stato della Corte dei conti emerge poi che "il processo di
riforma tributaria avviato dalla legge delega ha prodotto finora
18 decreti legislativi e 6 Testi Unici di riordino; con una
proroga della delega al 29 agosto 2026, è tuttora in corso e
permangono alcuni aspetti da definire in relazione, fra gli
altri, alla revisione organica delle spese fiscali, stimate
complessivamente in circa 119 miliardi di mancato gettito (5,3%
del Pil), al mancato perseguimento dell'equità orizzontale
nell'Irpef, con l'imposta che continua a gravare quasi
esclusivamente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione
(82%)". (ANSA).
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