IL CONCORSO LETTERARIO
Il noir di Brambilla vince Ceresio in Giallo
Primo posto per il romanzo del direttore del Secolo XIX ambientato tra Laveno e la Brianza
È Michele Brambilla con il suo romanzo d’esordio, “Non è successo niente di grave” (Baldini+Castoldi), il vincitore dell’edizione 2025-2026 del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”, competizione letteraria riservata al genere giallo, thriller, noir e poliziesco da un’idea di Carla De Albertis e Jenny Santi (nella foto accanto a Brambilla).
Nato a Monza, ma residente a Luino, giornalista e direttore del Secolo XIX di Genova, Brambilla con il suo noir (che è ambientato nel 1980 tra Laveno Mombello e la Brianza) ricostruisce le atmosfere della provincia alla Piero Chiara e il fascino del giornalismo con la macchina da scrivere.
Sul secondo gradino del podio dei romanzi editi sale Daniele Bresciani con “La lince sa aspettare” (Bompiani), seguito da De Bellis & Fiorillo con “Dove si mangia la nebbia” (Piemme) al terzo posto. Nella sezione riservata ai romanzi gialli editi con ebook, vince Emilio Martini, pseudonimo delle sorelle Elena e Michela Martignoni, con “Aspettando Cosetta” (Corbaccio). Un’edizione ricchissima del concorso, che ha visto pervenire 637 opere letterarie tra romanzi editi, racconti inediti, “Gialli nel cassetto”, “Giallo Junior” e “Il Giallo per tutti”, con autori e autrici provenienti da tutta Italia e anche dall’estero e i due premi speciali, alla carriera, a Rosa Teruzzi e alla miglior traduzione a Carmen Giorgetti Cima.
Il monito di D’Achille
A margine dell’evento, il presidente dell’Accademia della Crusca Paolo D’Achille ha lanciato un monito sul rapporto tra tecnologia e stato di salute della lingua: «L’intelligenza artificiale è un po’ una minaccia: la sua lingua di fatto è l’inglese, e il rischio è quello di trovarci con un italiano modellato sulle sue strutture, perdendo molta espressività. La lingua ha bisogno di un contatto diretto con il mondo e con la realtà, qualcosa che appartiene solo a mente e cuore».
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