CITTÀ IN TRASFORMAZIONE
Chiudono i negozi. Ma aprono i “barber shop”
Cambia il tessuto commerciale di Legnano e si fanno largo nuove attività
Prima l’invasione dei negozi di abbigliamento, poi i bar, quindi le pizzerie di asporto e le catene dei marchi in franchising. Il centro di Legnano cambia pelle e per gli esercizi storici c’è sempre meno spazio. Una tendenza che si è confermata negli ultimi anni: quando i titolari lasciano per raggiunti limiti di età, spesso gli eredi non se la sentono più di prendere in mano le redini delle attività.
I motivi risiedono soprattutto nelle difficoltà a fare i fatturati di un tempo a causa della concorrenza delle vendite online, ma anche nell’aumento dei costi e della fiscalità. Insomma, per tanti il gioco non vale più la candela e da qui le vetrine che restano vuote. Diversi i casi di attualità persino nel centralissimo corso Garibaldi dove all’incrocio con via Palestro lo scenario è oggi piuttosto desolante con più di un negozio schermato da teli in attesa che qualcuno subentri o lo rilevi.
IL BOOM
C’è però un fenomeno nuovo, per alcuni versi sorprendente, che in alcuni punti di Legnano sta compensando le chiusure e dà un’ulteriore ventata ci cambiamento al tessuto commerciale: la fioritura di “barber shop” o negozi di acconciature. Un vero boom. La zona dove questo processo è fin troppo evidente è quella attorno a piazza Frua: negli ultimi mesi le aperture sono diventate quattro in pochissimi metri: una nella parte terminale di via Pietro Micca, due all’imbocco di via Alberto da Giussano (con i due esercizi che praticamente si fronteggiano), e uno in corso Italia.
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