L’INTERVENTO
Chiuso il “tempio della movida” nel centro di Arona
Dopo l’esposto dei cittadini che lamentavano risse e disordini. Nella notte di sabato il blitz sollecitato dal sindaco Gusmeroli
Uno spiegamento di forze dell’ordine (polizia municipale, Asl, vigili del fuoco e carabinieri) ha portato, poco dopo lo scoccare della mezzanotte tra sabato 9 e domenica 10 maggio, alla chiusura di un noto pub del centro storico di Arona, che da qualche tempo era diventato un nuovo tempio dei giovani e dei giovanissimi della movida.
L’ESPOSTO PER DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA
Tutto è partito da un esposto, che è pervenuto anche alla Prealpina, redatto da uno studio legale di Arona a nome degli abitanti del luogo, esasperati dalla situazione di caos serale e notturno che si verificava nella via e nei vicoli adiacenti al locale. Nell’esposto si segnalava che gli avventori del pub stazionavano per strada anche oltre la chiusura del locale, prevista per le 2, lamentando «una gravissima situazione di disordine pubblico con risse e danneggiamenti a cose presenti nella zona. Le cassette delle lettere venivano usate per depositare immondizia di ogni genere, bottiglie e bicchieri con deiezioni umane che si trovano ogni fine settimana alla mattina davanti alle abitazioni e nelle vie. Molti degli avventori in strada sostavano in evidente stato di alterazione alcolica». L’esposto concludeva invitando il sindaco, il leghista Alberto Gusmeroli, a «intervenire per assumere ogni provvedimento per il ripristino della legalità».
IL BLITZ E LA CHIUSURA DEL LOCALE
Solo venerdì sera la situazione di grave degrado si era ripetuta come da tempo in ogni weekend. Sabato notte il blitz, ordinato dalla Questura e sollecitato dal sindaco che ne ha dato notizia: «I controlli sono stati disposti dalla Questura e sono state riscontrate una serie di irregolarità che ora saranno valutate dagli organi competenti – ha spiegato –. Il locale era già seguito dal Comune».
NON È LA PRIMA VOLTA
Altri interventi contro la movida “molesta” erano stati effettuati nell’inverno scorso con sanzioni economiche salate a due locali del lungolago, mentre in via Liberazione, dopo le proteste degli abitanti, è stato chiuso mesi fa nelle ore serali un locale di ortofrutta che vende anche alcolici.
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