LA TRAGEDIA
Crans Montana, stabili i pazienti a Niguarda
Anche il governatore Fontana in visita ai giovani ricoverati
La situazione rimane stabile per tutti gli 11 pazienti feriti nel rogo di Crans Montana e attualmente ricoverati all’ospedale di Niguarda a Milano. Se si rilevano lievi accenni di miglioramento per alcuni dei pazienti, rimangono tuttavia critiche le condizioni di tre giovani in particolare, a causa delle ustioni riportate e dei danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che comportano un'assistenza meccanica alla respirazione. Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico un ulteriore paziente attualmente ricoverato a Zurigo, al momento considerato non trasportabile, così come per dare supporto e assistenza ad ulteriori feriti.
La visita di Fontana
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dopo aver preso parte alle esequie di Achille Barosi, si è recato a Niguarda per far visita ad alcuni dei feriti ricoverati all'ospedale milanese e ai loro familiari. Il governatore ha quindi rinnovato il proprio ringraziamento a tutto il personale sanitario per come è stata affrontata l'emergenza.
La banca dei tessuti
«Per quanto riguarda la cute ha una caratteristica molto positiva che è quella di non essere rigettata. Cioè, non dobbiamo stare attenti alla compatibilità fra donatore e ricevente. Questo perché la cute viene lavorata e, così facendo, riusciamo a renderla idonea a ogni tipo di paziente quale sia la sua caratteristica dal punto di vista dell’immunocompetenza», interviene Giovanni Sesana, responsabile della Banca dei tessuti e della terapia tissutale dell’ospedale milanese. «La cute è un organo molto importante anche perché nella sua fase di copertura riesce a proteggere quell’organismo che per ustioni come in questo caso non ha più la copertura normale e riesce a permettere a quell’organismo di sviluppare di nuovo il suo epitelio in modo che possa essere definitivamente corretto». «Quando si parla di donazioni di cute ci si riferisce esclusivamente a donazioni da cadavere», continua Sesana. «La pelle presa dal paziente deceduto è portata in banca e subisce una serie di lavorazioni complesse con l’obiettivo di purificare la pelle. Una volta lavorata, è mantenuta nelle nostre criobanche, cioè in questi grossi frigoriferi a meno 80 gradi di temperatura. Questo ci permette di conservare la cute fino a due anni. Quando poi i clinici ne fanno richiesta, la cute è scongelata ed è pronta per essere trapianta sul paziente».
«Mediamente per trattare un’ustione che copre il 10 e 15% del corpo sono richiesti da 500 ai 1000 centimetri quadri (dai 5 ai 10 metri quadri). Poi chiaramente dipende dalla profondità della stessa dell’area interessata. In una settimana per quattro pazienti reduci da Crans abbiamo utilizzato 13.500 centimetri quadrati (135 metri quadrati)», puntualizza Marta Tosca, referente della Banca della cute del Niguarda.
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