AQUISGRANA
Draghi, 'se un suo membro viene attaccato l'Europa deve rispondere'
(ANSA) - AQUISGRANA, 14 MAG - "Se uno Stato membro viene
attaccato, la risposta dell'Europa dovrebbe essere
inequivocabile anche prima che la crisi abbia inizio. Ci sono
due percorsi per dare sostanza a quell'impegno, e non devono
necessariamente escludersi a vicenda. Uno passa attraverso
coalizioni più ridotte di Paesi accomunati già oggi da capacità
e percezioni della minaccia affini. L'altro percorso è dare
sostanza operativa all'articolo 42, paragrafo 7, la clausola di
difesa reciproca dell'Ue, che, non è ancora stata tradotta in
piani concreti, capacità e strutture di comando". Lo ha detto
Mario Draghi alla cerimonia del Premio Carlo Magno.
"La nostra esperienza attuale è che l'azione al livello dei
ventisette spesso non riesce a fornire ciò che il momento
richiederebbe. Il risultato è un'azione che può risultare
talmente inadeguata alla portata della sfida da diventare peggio
dell'inazione. Dobbiamo spezzare questo ciclo. I Paesi che
sentono il peso di questo momento in modo più acuto, e capiscono
che la finestra per l'azione non rimarrà aperta indefinitamente,
devono essere liberi di andare avanti. Questo è ciò che ho
chiamato federalismo pragmatico." (ANSA).
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