DIVISIONE REGIONALE 3
Petardi in campo, partita persa. Nella bella la spunta Castronno
Ignoti i responsabili del gesto in gara-2: squalifica e multa per entrambe le società. La prima semifinale contro Parabiago sarà a porte chiuse
Schegge di follia nel basket minore. Sospesa a 5 minuti dal termine la partita di venerdì sera, 8 maggio, fra Cuoricino Cardano e Pallacanestro Castronno. La gara dei quarti di finale della Divisione Regionale 3, campionato di livello amatoriale che rappresenta il penultimo dell’ordinamento della Federazione italiana pallacanestro, è stata interrotta dalla coppia arbitrale Vanossi-Gusmeroli a seguito del lancio di due petardi nel corso del quarto periodo.
ZERO A ZERO A TAVOLINO
Le tribune della palestra comunale di via Verdi erano comunque pienissime di tifosi delle due squadre; in quel momento gli ospiti di Castronno, che avevano perso 71-72 la gara di andata, conducevano con 10 punti di scarto. Interrotto il match in seguito dell’esplosione del primo petardo, gli arbitri ne hanno decretato la definitiva sospensione dopo 5 minuti a causa di una seconda deflagrazione all’interno dell’impianto. Non potendo risalire a quale delle due tifoserie si fosse resa colpevole dell’accaduto, il giudice sportivo ha decretato la partita persa a tavolino per entrambe le squadre. Cardano in quanto responsabile della sicurezza perché padrona di casa, Castronno per “incidenti verificatisi durante lo svolgimento della gara che hanno causato il mancato completamento della stessa”.
BELLA A PORTE CHIUSE
Lo 0-0 a tavolino, caso più unico che raro, ha rimandato alla bella il passaggio in semifinale della vincente della serie. Secondo un articolo del regolamento gare, si è assegnato il passaggio del turno per differenza canestri rispetto al 72-71 dell’andata per il Cuoricino, e non per la vittoria della serie al meglio di 3 partite. Alla fine Castronno batte Cardano e – domenica 10 maggio – chiude con il sorriso la serie playoff di DR3 balzata agli onori della cronaca per motivi extrasportivi. Successo 69-51 per i ragazzi di Franco Magnoni nel silenzio della palestra di via Monte Grappa in versione porte chiuse dopo lo zero a zero a tavolino decretato dal giudice sportivo in seguito ai “fattacci” di gara-2. Solo basket senza “code” lontane anni luce dal clima amichevole di un campionato amatoriale; a rimetterci sono state entrambe le squadre, intanto sul piano pecuniario (300 euro di multa sia per Castronno che per Cardano, il masimale previsto per la categoria, che in DR3 sono un “cifrone”). E anche i tifosi corretti, ossia la stragrande maggioranza delle due parti, sostanzialmente amici dei giocatori dato che nessuna delle due squadre ha velleità diverse dal divertimento. Per assurdo Castronno, seconda squadra della società militante in DR1, sta disputando i playoff “fuori classifica”, ossia senza possibilità di venire promossa, dato che le regole impongono almeno due categorie di distanza tra la squadra maggiore e la seconda con la stessa denominazione e codice Fip. Sul campo comunque le squadre hanno giocato una partita corretta, come d’altra parte era accaduto anche venerdì a Cardano escludendo la follia di chi (il Giudice Sportivo non si è espresso in materia, in base al rapporto arbitrale che non lo aveva individuato) ha lanciato i petardi che avevano portato alla sospensione. Tutto è bene quel che finisce bene... salvo la “coda” per Castronno, che ora dovrà scontare il secondo turno di squalifica del campo giocando su un parquet “neutro” la prima semifinale contro Parabiago.
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