IL PROVVEDIMENTO
Espulso Said, l’egiziano che metteva paura
Seminava il panico a Cassano Magnago: i carabinieri di Busto, su ordinanza del prefetto, l’hanno portato al Cpr di Torino in vista del rimpatrio
Said è pronto per essere rimpatriato. Non è più a Cassano Magnago e neppure in provincia. Finisce la vicenda dell’uomo egiziano che ha seminato terrore e panico nella comunità di via Mazzel.
Nel pomeriggio di ieri, martedì 14 aprile, i carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio, in esecuzione di ordinanza prefettizia, hanno rintracciato l’egiziano 38enne senza fissa dimora che nei giorni scorsi accendeva falò per strada a Cassano Magnago e l’hanno accompagnato al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Torino che avvierà le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale in quanto irregolare. Una situazione che era stata denunciata dai residenti di Soiano e il sindaco Pietro Ottaviani era intervenuto pubblicamente con una lettera invitando a non cedere alla giustizia fai da te.
L’ANALISI DI OTTAVIANI
Nella mattinata di mercoledì il sindaco di Cassano Magnago Pietro Ottaviani ha incontrato la stampa ed è intervenuto sulla vicenda dell’egiziano avviato verso l’espulsione, vicenda a proposito della quale è finito per giorni al centro delle polemiche. «Sono quindici giorni che stiamo seguendo passo passo la questione. Con le forze dell'ordine avevamo preso la decisione di non dare pubblicità a quello a cui si stava lavorando, è stata dura mantenere una linea evasiva e mi scuso con i cittadini se sembravamo impotenti. L'impotenza un po' c'è stata, perché non c'erano reati gravi sui quali intervenire mentre davvero faceva paura».
MERITO ALLE FORZE DELL’ORDINE
Ottaviani ha tuttavia rivendicato il lavoro silenzioso delle istituzioni, dal Comune alle forze dell’ordine fino all’Ats e alla Prefettura, che è intervenuta in maniera sostanziale per arrivare alla soluzione del caso. «Non ho merito, il merito l'hanno le forze dell'ordine per la passione e la professionalità che hanno messo. Dietro la divisa c'è un uomo», ha ricordato Ottaviani. Che non ha nascosto però la «tristezza» per i messaggi piovuti sui social. «Gli amici e mia moglie mi dicono che sono vecchio, ma io non ho il tempo per scrivere sui social. Preferisco andare a casa e studiare i problemi e incontrare le persone. Forse sono il sindaco più strano d'Italia».
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