ROMA
Eurispes, tra affitto e cure mediche, Italia segnata da fragilità diffusa
(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Una situazione, quella del nostro
Paese, segnata da "fragilità diffusa". Il 47,8% dei cittadini
prevede un peggioramento della situazione economica dell'Italia
nei prossimi dodici mesi (oltre il 10% in più rispetto allo
scorso anno). Un timore che unisce quasi la metà dei cittadini,
legato anche alla situazione geopolitica, alle tensioni
internazionali e ai rischi connessi. A causare maggiori
difficoltà economiche c'è il pagamento del canone d'affitto, che
mette in difficoltà il 45,6% delle famiglie e tra le rinunce più
difficili quelle relative alle cure per la salute, più elevate
nei controlli medici periodici (34,6% - erano il 27,2% nel 2025)
e nelle cure odontoiatriche (32,1% - 28,2% nel 2025).
Questi sono alcuni degli aspetti messi in evidenza dal
Rapporto Italia 2026 dell'Eurispes, giunto alla 38esima
edizione: sei capitoli, che sviluppano dei macro temi in maniera
dicotomica, come democrazia e autoritarismo o presente e futuro
e indagini campionarie che ruotano intorno a specifici temi,
come la fiducia nelle istituzioni, la situazione economica delle
famiglie, l'uso delle nuove tecnologie, l'avvento
dell'intelligenza artificiale.
Un rapporto a 360 gradi sul nostro Paese, in cui, nonostante
alcune previsioni, la dimensione economica personale e familiare
mostra stabilità rispetto alla rilevazione dello scorso anno.
Oltre al canone d'affitto, criticità anche per il pagamento
delle utenze (28,7%), il mutuo (27,2%) e le spese mediche
(25,5%). Ne consegue, per questo, una quota molto elevata di
famiglie che arriva a fine mese con difficoltà, attestata
intorno al 60% e circa un terzo arriva a utilizzare i risparmi
accumulati per poter arrivare a fine mese. Nell'ambito della
salute, invece, si rinuncia anche a visite specialistiche, spese
veterinarie, terapie o interventi medici e l'acquisto di
medicinali.
L'indagine Eurispes fa emergere poi un giudizio negativo
sull'andamento dei prezzi nel corso dell'anno passato con
un'indicazione di aumento nell'82% dei casi, attestato oltre
l'8%. Tra le categorie dove i rincari sono stati più pesanti ci
sono i generi alimentari (93,3%), seguiti da carburanti (91,2%),
pasti fuori casa (83,4%), viaggi e vacanze (82,2%). (ANSA).
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