IL CANTIERE
Ex Aermacchi, i lavori accelerano. E “spunta” il parcheggio
Varese, prende forma il posteggio interrato nell’area in via di riqualificazione. Residenti soddisfatti
Il cantiere dell’ex Aermacchi, che coinvolge un’area di oltre 40mila metri quadrati dismessa da vent’anni, sta andando avanti a tutta birra. Ieri mattina i mezzi in movimento erano tanti nell’ex sito industriale. Le coperture di alcuni capannoni sono state rimosse nelle scorse settimane. Suscita interesse l’avanzare del cantiere funzionale alla costruzione del parcheggio interrato, che richiederà di scendere in profondità per oltre cinque metri. Non abbiamo avuto riscontri tecnici, ma gli umarell sembrano essere sul pezzo: «C’è stato uno stop di alcuni giorni – raccontano - Eravamo preoccupati. Poi a quanto risulta si trattava di attendere l’esito delle analisi fatte su un prelievo di terreno. Una cosa di prassi».
L’entusiasmo di sei anni fa
La fine dei lavori è data per il 2027, o almeno così si vocifera. Viene riferito, da chi non perde d’occhio il cantiere, che nella zona della ex mensa dell’Aermacchi si trasferirà un polo assicurativo (non ci sono però conferme ufficiali). Come si apprende dal sito rigenerazioneexaermacchi.it, ieri erano 2.277 giorni dall’inizio dei lavori sul progetto. Oltre sei anni se si considera che la riqualificazione dell’ex Aermacchi ha iniziato a concretizzarsi verso la fine del 2020, circa un anno dopo l’acquisto dell’area da parte della società Italiana Diamanti e successivamente di Tigros. Il piano di riconversione è stato svelato in quel periodo, con le prime discussioni pubbliche e criticità emerse tra il 2020 e il 2021. In quegli anni, da una parte si respirava entusiasmo per il risanamento di una zona da bonificare, dall’altra il timore di perdere una testimonianza dell’archeologia industriale della città. Ci sono stati stop, richieste di revisione del progetto, momenti in cui sembrava tutto perduto. Poi l’accordo e la ripresa dei lavori.
«Quartiere felice»
«Il quartiere adesso è sereno e felice» si dice al bar tabacchi di via Sanvito, la cui posizione proprio di fronte al cantiere è un punto privilegiato per seguire l’avanzamento dei lavori. Il 2026 parte quindi con il turbo. Ed è una bella notizia se si considera che nel luglio 2024 - a seguito dello stop imposto dalla Soprintendenza alle belle arti nel 2021 per approfondire il valore storico del sito, culminato con il vincolo di tutela degli hangar storici del 1915 e del 1952 e della torre dell’acqua - oltre 500 cittadini, in soli due giorni avevano firmato una lettera per chiedere di andare avanti con la riqualificazione.
Seconda mobilitazione
«Siamo un gruppo di cittadini residenti per la maggior parte nell’area circostante l’ex Aermacchi – si leggeva nella lettera inviata allora -. Negli ultimi decenni abbiamo vissuto respirando polveri d’amianto, con un degrado continuo che aveva fatto di questo sito un’area i cui frequentatori erano unicamente spacciatori, senzatetto e topi. Finalmente l’area in oggetto è stata acquistata con l’intento prima della bonifica dall’amianto (cosa già avvenuta) e poi della trasformazione in un sito con area verde, supermercato e un impianto sportivo con piscina olimpionica, una palestra e un campo di padel».
La lettera – spedita anche al ministro Giancarlo Giorgetti – ha costituito il secondo atto della mobilitazione dei residenti, che non intendevano più essere spettatori passivi di quanto succedeva fuori dalla porta delle proprie abitazioni. Il primo atto era stato il cartellone appeso sui cancelli dell’ex sito industriale, con scritto “La riqualificazione mette le ali, non tarpatele”. Adesso il progetto sembra aver finalmente preso il volo e i lavori procedono a ritmo sostenuto.
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