IL GIORNO DEL DOLORE
Folla e rombo di motori per l’addio a Nicolò
A Cislago il funerale del 18enne morto in un incidente stradale. «In sella si sentiva libero». Il messaggio del sindaco
La comunità di Cislago, nella mattinata di oggi 1 giugno, ha gremito la chiesa di Santa Maria Assunta per l’addio a Nicolò Vergani, il ragazzo 18enne morto in un incidente in moto a Carbonate. Il dolore della famiglia è il dolore di tutto il paese, che si è stretto attorno al padre Emamuele, alla madre Valentina, alla sorella e al fratellino.
A celebrare le esequie è stato il parroco don Maurizio Restelli, che ha esordito la sua omelia ricordando tristemente «la gioia e la letizia per il suo diciottesimo compleanno, festeggiato il giorno prima». «Per lui si spalancava l’orizzonte della vita, col desiderio di viverla da adulto con tutte le sue speranze e i suoi progetti: il giorno dopo si è ritrovato in un tunnel buio e oscuro. Ci chiediamo perché Dio lo abbia permesso, ci verrebbe voglia di reagire contro di lui, ma non è questa la strada che ci apre alla speranza».
Richiamando il passo del Vangelo che racconta di quando Gesù resuscitò un ragazzo morto di fronte alla madre affranta, don Maurizio ha invitato chi amava Nicolò a pensarlo risorgere al cospetto di Dio «dove un giorno ritroverà i suoi cari». Infine l’appello comunitario: «Quello dei genitori di Nicolò è un dolore che difficilmente passerà, ma noi possiamo alleviare il loro strazio con un abbraccio, con una parola che consola».
Al termine della funzione ha preso la parola un amico del ragazzo, che ha ricordato il loro grande legame e la passione per le moto che lo animava: «Sulla sella si sentiva libero e pieno di vita, gli s’illuminavano gli occhi». È poi intervenuto, indossando la fascia tricolore, il sindaco Stefano Calegari: «Quando un ragazzo muore così presto, di fronte a un dolore così immenso, il silenzio è l’unica risposta, ma le istituzioni e la comunità devono stare accanto alla famiglia: Nicolò diventerà una presenza silenziosa nei nostri cuori. Prendiamo esempio da lui, che non ha smesso di fare del bene anche dopo l’incidente: il gesto d’amore di donare i suoi organi ha aiutato tante persone che non conosceva, ridando loro la speranza».
Fuori dalla chiesa, gli amici motociclisti di Nicolò hanno accolto la salma con un prolungato rombo di motori che ha spezzato il silenzio.
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