MANGIARE E BERE
I ristoranti lavorano, i bar sono troppi
Viaggio nel mondo del food a Gallarate: la concorrenza è il pericolo più grande
«È vero che lavoriamo tutti», ma «non si lavora come si potrebbe fare in un centro storico». Ad ascoltare le parole di baristi e ristoratori della ztl inizia ad aprirsi qualche crepa nell’immagine della Gallarate da mangiare e da bere che negli ultimi anni è diventata la nuova identità della città dei Due galli. Soprattutto i bar, qualche problema iniziano a segnalarlo. L’equilibrio avrebbe cominciato a sbilanciarsi un annetto fa, dopo una delle ultime ondate di nuove aperture in centro e appena fuori dal confine della ztl. Una saracinesca abbassata in via Mazzini, cambi di gestione altrove e commercianti che ammettono che «comincia a esserci gente adesso, ma d’inverno non c’era nessuno».
Piazza che funziona
Che la concentrazione di locali sia altissima è un dato di fatto. E comunque la piazza gallaratese continua a funzionare: lo dicono i cartelli per la ricerca di personale su qualche vetrina e lo dice il fatto che soltanto lo scorso sabato sera la pizzeria di piazza Garibaldi abbia fatto il pieno su due turni per star dietro alle richieste.
Questione di famiglia
E il riassestamento delle strategie commerciali è già una realtà. «Credo che dal prossimo anno qualcosa comincerà a cambiare, soprattutto per chi non può contare sulla flessibilità garantita da una gestione familiare», fissa un termine temporale un barista di piazza Guenzati.
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