IL CASO
Gallarate, Materne: parla Antenore
L’ex presidente della Fondazione dà la sua versione sul pasticcio delle classi Primavera di Crenna e di via Poma
A settembre del 2024 gli asili della Fondazione Scuole materne di Gallarate avevano inviato «per la terza volta» la documentazione per ottenere dal Comune il via libera alle sezioni Primavera. A metterlo nero su bianco è l’ex presidente del consorzio, Antonio Antenore, alla guida della Fondazione fino al 2024.
Il riferimento ai documenti inviati tre volte è uno dei punti salienti della ricostruzione del pasticcio delle classi Primavera di Crenna e di via Poma - sospese quando erano già state raccolte le iscrizioni per il prossimo settembre - così come l’ha fatta (la ricostruzione appunto) nei giorni scorsi l’ex numero uno del cda.
Una ricostruzione che Antenore descrive come «un’analisi non strumentale ma oggettiva, visto che come consiglio di amministrazione siamo stati accusati di incapacità». Ognuno – ha scritto l’ex presidente – «analizzando le date provi a fare una riflessione sulle responsabilità».
LA CRONOLOGIA
Il report di Antenore non cambia il risultato finale, ovvero il fatto che senza i requisiti di agibilità necessari per insediare le nuove attività, i plessi di via Poma e di Crenna a settembre non avranno la sezione Primavera. Ad un mese dal Consiglio comunale del 9 febbraio, la relazione aggiunge però dettagli circa il rapporto tra il Comune e la Fondazione. Un rapporto già incrinato dalle dimissioni dal cda di due componenti su sette, Alessandro Frisoli e Maria Scillieri, che non sono ancora stati sostituiti. Secondo la relazione di Antenore il lavoro del suo cda sarebbe stato più ampio di quanto apparso dalle ricostruzioni fornite: il 30 maggio del 2022 la direzione aveva già compilato la documentazione, che sarebbe stata consegnata a mano. Il 15 settembre seguente «non ricevendo riscontro» tutte le carte richieste sarebbero state inviate di nuovo, questa volta via Pec.
Poi la pratica attraverso il Suap e il sopralluogo con il Comune dal quale – scrive Antenore – «non emersero criticità». A novembre del ‘23 «l’unico documento mancante» per arrivare all’ok definitivo era quello legato all’agibilità «in quanto l’immobile non era di proprietà della Fondazione».
IL PIANO DI SALVATAGGIO
Intanto da qui a giugno il cda che resta in carica, a cominciare dall’attuale presidente Marco Castoldi, deve presentare il piano di salvataggio per dare sostenibilità economica al consorzio in modo da resistere al calo demografico che fa diminuire il numero dei bambini. Lo stesso Antenore, lo scorso gennaio, mentre scoppiava il bubbone dell’aumento delle rette e della chiusura delle classi Primavera, aveva detto di aver già proposto a suo tempo le proprie idee, trovando però poco riscontro da parte della politica. Parole a cui fecero seguito giorni dopo le dimissioni dal ruolo di coordinamento della lista del sindaco Andrea Cassani.
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