PRESA DI POSIZIONE
Gallarate, scuole materne: «Aumenti minimi»
La linea della maggioranza dopo le polemiche. «L’intento non è quello di chiudere la Fondazione». Agevolazione per chi già frequenta
Fondazione Scuole Materne, la linea della maggioranza: aumenti minimi e percorso tutelato. «Una scelta di equilibrio, non un passo indietro». È questa la cornice entro cui la maggioranza di centrodestra colloca la propria posizione sul futuro della Fondazione Scuole Materne.
Dopo il confronto interno e alla luce delle istanze emerse dall’incontro con i genitori, la linea viene chiarita: sì a una revisione delle rette, ma con aumenti contenuti e limitati a chi già frequenta; no a interventi che mettano a rischio la continuità educativa delle famiglie.
Nella nota diffusa questa mattina – venerdì 6 febbraio – emergono alcuni punti cardine: la tutela dei percorsi in corso, la necessità di rivedere la sostenibilità economica alla luce del calo demografico, la prosecuzione del servizio educativo e la richiesta al Consiglio di amministrazione di un piano economico-finanziario strutturato. Una scelta che punta a «garantire il diritto delle famiglie di scegliere liberamente il percorso educativo», senza perdere di vista l’esigenza di riportare in equilibrio i conti della Fondazione.
AUMENTI RIDOTTI PER CHI GIÀ FREQUENTA
Il nodo delle rette resta centrale, ma viene affrontato con una correzione di rotta. «L’intento dell’Amministrazione non è quello di chiudere la Fondazione», ribadisce la maggioranza, sottolineando la volontà di continuare a sostenere un servizio educativo ritenuto fondamentale.
Allo stesso tempo, però, il contesto è cambiato: il crollo delle nascite e la progressiva chiusura di classi nelle scuole dell’infanzia statali impongono una revisione dell’impostazione complessiva. Da qui la decisione di indicare al Cda una riduzione degli aumenti inizialmente ipotizzati per le famiglie già iscritte. A partire da settembre 2026, le tariffe dovrebbero crescere esclusivamente del 10% rispetto a quelle applicate al momento della prima iscrizione. «Una misura pensata per evitare che alcune famiglie si trovino costrette ad abbandonare il percorso educativo già intrapreso», evidenzia il centrodestra.
PRIMAVERA, CONTI E IMPEGNO DEL COMUNE
Sul fronte dell’offerta educativa, la maggioranza prende atto «dell’impossibilità di proseguire con le sezioni Primavera nelle scuole Ponti e di Crenna», ma affida al Cda la valutazione sul mantenimento della sezione Primavera a Madonna in Campagna.
Parallelamente, il Comune chiederà alla Fondazione di presentare entro la fine di giugno un piano economico-finanziario di ristrutturazione dell’attività, accompagnato da una proposta di razionalizzazione dei costi. «Solo partendo da dati certi e prospetti chiari sarà possibile raggiungere un equilibrio finanziario stabile», è la posizione espressa dalla maggioranza.
In questa fase di transizione, l’Amministrazione comunale si impegna a sostenere per i prossimi due anni i mancati introiti derivanti dalla differenza tra le rette inizialmente previste e quelle che verranno applicate con l’aumento minimo. Un accompagnamento temporaneo che, nelle intenzioni del centrodestra, dovrebbe consentire alla Fondazione di avviare un nuovo corso senza scaricare l’intero peso economico sulle famiglie.
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