IN TRIBUNALE
Giallo sul presunto testamento falso: i periti si dividono
In ballo l’eredità da circa 3 milioni di euro di un’ottantenne di Brebbia. Una 41enne è accusata di aver contraffatto il documento
Prosegue, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Varese, Alessandra Sagone, il processo a carico di una quarantenne di Brebbia accusata di aver falsificato il testamento olografo della vicina ottantenne, deceduta nell’agosto 2022, per appropriarsi di un patrimonio stimato in circa tre milioni di euro.
PARERI DISCORDANTI
Nell’udienza di martedì pomeriggio – 17 marzo –, durata oltre due ore, sono stati ascoltati i periti incaricati dalle parti. Al centro del confronto le consulenze grafologiche sul testamento, con esiti diametralmente opposti. La consulente della Procura ha confermato in aula la propria conclusione: il documento sarebbe falso. Alla stessa valutazione è giunta anche la consulente della parte civile, che rappresenta i tre cugini della defunta, costituiti nel processo come presunti eredi legittimi. Di segno opposto la posizione del consulente della difesa, che ha invece sostenuto l’autenticità della scheda testamentaria, ritenendola riconducibile alla mano dell’anziana e quindi valida.
Nel corso dell’udienza si è aperto anche un confronto tra le parti sul piano procedurale. L’avvocato Gianluca Franchi, legale dei familiari, ha chiesto l’acquisizione agli atti di una consulenza tecnica d’ufficio emersa nel parallelo procedimento civile. Richiesta alla quale si è opposto il difensore dell’imputata, l’avvocato Alberto Zanzi, contestando l’ingresso del documento nel fascicolo dibattimentale.
PATRIMONIO SOTTO SEQUESTRO
Il giudice Sagone si è riservato sulla decisione e ha disposto il rinvio del processo al prossimo 27 maggio, quando verranno ascoltati i testimoni dell’accusa. Nel frattempo, resta sotto sequestro l’intero patrimonio dell’anziana, composto da immobili e disponibilità finanziarie.
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