SUL PALCO
Hair: il manifesto hippie degli anni Sessanta
Al Teatro Carcano di Milano arriva per le feste lo show che è un inno a qualsiasi tipo di libertà
«La tribù è una famiglia, la famiglia di questi ragazzi. All’interno, tra le righe dello spettacolo, si trovano valori della società americana dell’epoca che si vogliono leggere in una maniera diversa. E abbiamo voluto mantenere il primo spirito di questo lavoro: la povertà». Così Simone Nardini presenta Hair – The Tribal Love – Rock Musical, di cui cura regia, scene e costumi e che, con coreografie di Valentina Bordi e direzione musicale di Eleonora Beddini e vocale di Eleonora Mosca, è in scena al Teatro Carcano di Milano dal 30 dicembre all’11 gennaio. Con una novità: se le canzoni iconiche come Aquarius, Hair, Let the sunshine in e Hippie Life saranno in inglese, gli altri brani musicali sono stati appositamente tradotti in italiano da Sandro Avanzo, Simone Nardini, Eleonora Mosca, Leonardo Di Renzo, Alessio Pollastrini e Alice Orlando.
«Abbiamo cercato di mantenere e riproporre negli arrangiamenti qualcosa di storico – prosegue Nardini –, pur cercando di evolvere il linguaggio per renderlo più comprensibile». Con un cast di giovani interpreti e con una band dal vivo, la produzione Simone Nardini MTS Entertainment in collaborazione con Déjà Donné e il supporto di Teatro Carcano di Milano, Imbonati11 Art Hub e MTS - Musical! The School è, prosegue il regista, «è un inno a qualsiasi tipo di libertà». E alla pace e all’amore. Un amore che, come sottolinea Mariangela Pitturru, una delle direttrici artistiche del Carcano, «non deve essere chiuso in una gabbia».
Il musical, a differenza della versione cinematografica in cui il regista Milos Forman ha fatto un lavoro di consequenzialità dei fatti, è nella versione originale che, come spiega Sandro Avanzo, che con Nardini si è occupato anche della traduzione e dell’adattamento del testo, è un susseguirsi di «fotografie di quello che avviene nella comunità hippie, quasi senza una trama». Creato da Gerome Ragni, James Rado e Galt MacDermot, Hair è un ritratto della controcultura hippie degli Anni Sessanta, con canzoni che sono diventate inni del movimento contro la guerra del Vietnam e simboli di una lotta più ampia contro tutti i conflitti. E a quasi sessant’anni dal debutto Off-Broadway del 1967, resta ancora manifesto ideale dei giovani che cantano un desiderio d pace e di libertà. Una scelta, quella di riportarlo in scena, che, conclude Nardini, è in linea con quello che il regista cerca sempre nei suoi spettacoli; «Che abbiano qualcosa che possa accendere una luce su un fenomeno sociale».
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