CONCERTO
Halsey tra fragilità, cinema e canzoni
A sei anni dall’ultimo live, la popstar arriva al Parco della Musica con i brani di «The Great Impersonator»
Unica data italiana. Basta questo, di solito, per far raddrizzare le antenne a chi sta spulciando i programmi di musica outdoor. Ed è appunto un criterio che permette di distinguere tra evento e data-evento. Il concerto che Halsey terrà al Parco della Musica di Segrate mercoledì 24 giugno alle 21 sembra rientrare a pieno titolo nella seconda categoria. La cantautrice statunitense, tra le popstar più iconiche del decennio in corso, torna in quel di Milano a sei anni di distanza dalla sua ultima apparizione, quando fu ospitata allora al Forum di Assago pochi giorni prima dell’esplosione della pandemia del Covid-19. Insomma, da quel momento il mondo è cambiato e la vita di Halsey con lui. Già cantante affermata nel 2020, la sua parabola sembrava però ancora in fase ascendente, in attesa di una conferma determinata o meno dai lavori a seguire. Così è stato, grazie all’album If I Can’t Have Love, I Want Power, uscito un anno dopo lo spettacolo assaghese, e ancor di più con il recente The Great Impersonator, pubblicato circa un anno e mezzo fa. Si tratta di un disco con cui Halsey ha raggiunto una maturità artistica capace di fondere in maniera convincente elettropop e rock alternativo, conquistando sia posizioni in classifica sia plausi di critica e pubblico. A mo’ di concept implicito, The Great Impersonator racconta infatti della natura camaleontica della sua autrice, e contemporaneamente riflette sugli stereotipi di genere contro cui da sempre Halsey si batte. Quelli che vedono la donna come una figura che si trasforma a piacimento dello sguardo altrui, passando dal ruolo di femme fatale a quello di amica fidata a seconda dei casi. Un susseguirsi di maschere e mascheramenti che risponde anche a un periodo di crisi profonda, dal momento che durante le registrazioni la cantautrice era non soltanto incinta del suo primogenito Ender, ma combatteva anche contro un lupus erimatoso sistemico e un disordine del linfocita T. Problemi di salute che hanno condizionato pure la sua immagine pubblica, mettendo in mostra il carattere fragile e umano della diva. The Great Impersonator arriva ora, per la prima volta dal vivo in Italia, forte di un percorso di crescita intenso. Ma anche con un senso di teatralità che non è mai mancato alla nativa del New Jersey, che ha dichiarato che questo sarebbe stato l’ultimo album che avrebbe mai realizzato. Trovata pubblicitaria o effettivo ritiro dalle scene? Certo è che gli effetti a sorpresa sono parte del suo repertorio, vista la sua passione (a detta sua, per quanto riguarda l’ispirazione delle canzoni, maggiore di quella per la musica) per il cinema di Quentin Tarantino e Harmony Korine. Che i suoi fan italiani comincino a godersi lo show del Parco della Musica, magari incentivati da queste circostanze criptiche.
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