STRAGE DI CAPODANNO
I feriti di Crans Montana. Casella (Niguarda): «Viviamo alla giornata»
Apprensione per le condizioni di salute dei ricoverati all’ospedale milanese. Gli aggiornamenti nell’ultimo bollettino medico
Sono ore di grande apprensione all’ospedale Niguarda. Sei degli 11 feriti nel rogo di Crans-Montana di Caoodanno, ricoverati in terapia intensiva, versano in gravi condizioni. Sono tutti ragazzi tra i 15 e i 16 anni, e tra questi c’è anche Gregory Esposito, il sedicenne originario di Baveno.
Dei sei più gravi, tre sono giudicati in condizioni particolarmente critiche. «Alle ustioni, molto estese, che in alcuni casi coprono anche il 70% del corpo vanno aggiunte anche le complicazioni polmonari dovute al dato che i ragazzi ha respirato a lungo fumi velenosi e questo complica ulteriormente il quadro clinico», ha dichiarato nella tarda mattinata di martedì 6 gennaio Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione del Niguarda di Milano, durante il bollettino stampa. «Navighiamo a vista. Stiamo cercando di rubare tempo. Ciò detto, chi è in terapia intensiva è per forza di cose in pericolo di vita. Questo per dire che non abbiamo al momento un orizzonte temporale. Ripeto, viviamo alla giornata», ha ribadito Casella. «I tre in condizioni più gravi non sono comunque in pericolo immediato di vita», ha precisato il direttore generale dell’ospedale milanese Alberto Zoli. Gli altri cinque pazienti ricoverati, tra cui anche le due donne maggiorenni, risultano essere ancora ricoverate in terapia semi-intensiva, ma anche loro sono fuori servizio. «Quanto ai due pazienti italiani ancora ricoverati in Svizzera al momento non ci sono le condizioni perché vengano trasportati al Niguarda. Anzi il trasporto in questo momento è giudicato controindicato».
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