L’EPISODIO
Il cuore si ferma: salvato davanti all’ambulatorio
Uomo di 88 anni riportato in vita dal medico di base
Ci sono esperienze nella vita che segnano un prima e un dopo. Anche quando si tratta della propria professione, anche se si è medici di medicina generale, intervenire per fare il massaggio cardiaco e strappare alla morte una persona, è una esperienza “forte”. A maggior ragione se avviene sul pianerottolo di uno studio, con molte persone nella sala d’attesa e con un anziano (88 anni) che stava raggiungendo l’ambulatorio per fare vedere “le carte” al suo nuovo medico.
«Oddio, c’è un uomo a terra!». Un paziente appena uscito dall’ambulatorio di viale Milano 17 è rientrato sconvolto chiedendo aiuto. Sul pianerottolo ha visto un uomo privo di sensi. La dottoressa Liliana Maris - il medico che l’uomo colpito da malore avrebbe dovuto incontrare per la prima volta - si è precipitata all’esterno.
«Non si sentiva il polso»
«Sono uscita per prima, l’ho messo in posizione per provare a rianimarlo, era incosciente, non rispondeva agli stimoli, non si sentiva il polso, non respirava - racconta la dottoressa Maris -. Ho cominciato subito a procedere con le manovre di rianimazione, ho fatto il massaggio cardiaco, intanto ho urlato di chiamare i soccorsi». Nello studio in quel momento vi erano tre dottoresse, l’addetta alla segreteria, molti pazienti pronti ad entrare nei vari ambulatori. Uno choc per tutti. «Il paziente non rispondeva agli stimoli, poi ha ripreso a respirare a fatica, poi sembrava avere smesso di nuovo: con una giovane collega appena arrivata in servizio da noi, Elona Kulla, ci siamo date il cambio per praticare il massaggio cardiaco». In pochi minuti sono arrivate ambulanza e automedica ma quando ci si trova in situazioni del genere, anche se si è medici - ma non medici rianimatori - «il tempo sembra infinito, anche se non è così: per noi è stata una emozione molto forte, credevamo di perderlo, sono attimi che sembrano eterni, la situazione peggiorava e anche la respirazione addominale non si vedeva... sono istanti in cui ti guidano la formazione, certo, ma anche l’istinto».
I soccorritori del 118 hanno proceduto con il defibrillatore, con tutte le operazioni di soccorso salvavita necessarie in situazioni così drammatiche. Il massaggio cardiaco condotto con così grande ostinazione ha permesso di riportare in vita, letteralmente, il paziente (che è cardiopatico ma che stava “benone” per quanto possibile e infatti si era recato da solo in ambulatorio).
La corsa in ospedale
Ora è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Circolo. E sono tante le persone che sperano per una soluzione positiva dell’accaduto, in primis i medici dell’ambulatorio (i medici di base, insieme con le dottoresse Maris e Kulla anche Anna Triveri e Petroula Kontogianni e vari specialisti tra cui Carmelo Sardo Infirri) e i tanti che hanno assistito alle concitate e drammatiche operazioni di salvataggio. L’ambulatorio dove è avvenuto il salvataggio è nel grande compendio immobiliare di viale Milano dove ci sono anche bar, negozi, parrucchiere, farmacia e gli uffici dell’Aci: l’eco dell’accaduto, l’altro giorno, è ancora forte.
© Riproduzione Riservata


