L’EVENTO
Il futuro del basket al Panathlon Varese. Scola lancia la sfida: «NBA Europe nel 2028»
A Luvinate “Le Sere dei Miracoli”. Tra memoria e prossimi passi
Una serata intensa, ricca di contenuti, visioni e passione sportiva quella organizzata martedì 26 maggio dal Panathlon Club Varese al Golf di Luvinate. Tema centrale il basket, raccontato attraverso il titolo evocativo dell’incontro: “Le Sere dei Miracoli – L’eredità di un sogno, lo sguardo al futuro”. Ad aprire la conviviale è stato il presidente del Panathlon Club Varese, Luca Broggini, che ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa: «Il Panathlon a Varese vuole essere un luogo di confronto e crescita, capace di unire memoria e prospettive future attraverso testimonianze di grande valore umano e sportivo». Ospite principale della serata il giornalista e caporedattore de Il Sole 24 Ore Marco Alfieri, autore del libro “Le Sere dei Miracoli”, che ha accompagnato i presenti in un viaggio tra storie, successi, intrecci e protagonisti dell’eredità lasciata dalla gloriosa Pallacanestro Varese. Un racconto a tutto campo, tra memoria e identità sportiva, moderato dal giornalista varesino e firma della Gazzetta dello Sport Antonio Franzi.
Grande attenzione anche per l’intervento dell’ospite speciale Luis Scola, Ceo di Pallacanestro Varese, presente accanto al presidente Toto Bulgheroni. L’ex campione argentino ha offerto una riflessione ampia e concreta sul futuro della pallacanestro europea, toccando temi cruciali come sostenibilità economica, innovazione e il progetto NBA Europe. Tra i passaggi più significativi, Scola ha indicato nel 2028 la possibile data di partenza del nuovo progetto continentale: «Probabilmente il 2027 sarà difficile, ma il 2028 dovrebbe essere l’anno giusto». Il Ceo biancorosso ha poi affrontato il tema dell’entertainment sportivo e del rapporto con il modello americano: «Il modello NBA non può essere copiato e incollato in Europa, nessuno lo ha mai detto. Le aspettative sono altissime, ma qualcosa deve cambiare perché oggi la pallacanestro, così com’è, è insostenibile. Gli esempi delle ultime stagioni lo dimostrano chiaramente».
Scola ha quindi ribadito il proprio legame con il progetto Pallacanestro Varese e la volontà di costruire un percorso duraturo: «Sono orgoglioso di far parte di questa piccola parte di storia, che speriamo di arricchire ancora di più, magari anche con un pizzico di fortuna. Stiamo cercando e costruendo la strada per riportare Varese ancora più in alto». Infine, il focus sulla sostenibilità come elemento imprescindibile per il successo sportivo: «Noi siamo un’azienda di pallacanestro e il nostro obiettivo è arrivare a vincere. Oggi nello sport vediamo realtà che raggiungono il successo grazie a forti iniezioni economiche, ma che non incarnano la sostenibilità. Questi progetti possono sembrare vincenti, ma prima o poi finiscono. La sostenibilità è ciò che permette di arrivare dove vogliamo arrivare e soprattutto di restarci».
Domande, curiosità e confronto diretto hanno animato il dibattito per oltre un’ora, confermando il valore di una serata che ha saputo intrecciare storia, cultura sportiva e visione strategica.
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