IL PROGETTO
Il paso doble di Maria Lai e Antonio Marras
Il grande stilista e la protagonista dell’Arte Povera e dell’Informale. Dei 200 lavori in mostra alcuni sono stati creati a quattro mani
È una danza, un serrato intreccio di passi, il dialogo tra le opere dell’artista sarda Maria Lai (1919-2013), pioniera dell’arte relazionale, e lo stilista Antonio Marras (1961). Maria Lai|Antonio Marras: Paso Doble si intitola la mostra – a cura di Francesca Alfano Miglietti - in corso alla M77 Gallery a Milano, che propone un percorso, quasi un dispositivo coreografico, per introdurre lo spettatore nel mondo interiore di queste due personalità. Duecento opere tra libri cuciti, ricami, disegni, sculture, tessuti costruiscono un ritmo, un passo a due che alterna rigore e immaginazione, controllo e slancio. Tra i due artisti «si crea un’intimità che è molto speciale», racconta la curatrice – «che è momentanea, che non è per sempre, e questo ci libera molto. È un abbraccio e questa mostra vuole essere un abbraccio». In mostra lavori già esposti e inediti di Lai, selezionati dall’archivio personale di Antonio Marras e dall’Archivio Maria Lai (dai libri cuciti alle mappe celesti fantastiche su stoffa, dalle lavagne ai telai) che dialogano con opere e installazioni di Marras, ma anche con lavori realizzati a quattro mani, come il grande lenzuolo ricamato. Per Marras Maria Lai è stata «una compagna di viaggio, una musa, un’amica geniale affettuosa e custode dell’anima». Fu Maria Lai a spingere lo stilista già affermato a tirare fuori dai cassetti alcuni disegni che teneva solo per sé, come un racconto molto personale e intimo. «Lei mi ha preso per mano e mi ha condotto “altrove”, mi ha fatto entrare nel mondo dell’arte». Un altrove, fatto di frammenti e incontri, di silenzio e sospensione dell’ordine noto della realtà, perché «l’uomo è sempre in attesa di un altrove, e intanto se lo inventa con l’arte», diceva Lai. E le fa ecco Marras, convinto che «l’arte sia una particolare forma di isolamento, di concentrazione, un modo per estraniarmi dal reale. Mentre pasticcio, sono in una bolla, in una sorta di altrove». Proprio questo è Paso Doble, uno spazio sospeso in cui avviene l’incontro tra due anime solitarie che non si annullano, ma rimangono se stesse, due visioni che si sfiorano, si intrecciano e ritornano, come una danza, o come le onde sulla riva del mare.
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