BELLINZONA
Le paghe in Canton Ticino tre volte quelle lombarde
Dati 2026 di frontaliereticino.ch: il paragone con gli stipendi italiani negli stessi settori
Lavorare in Svizzera continua a rappresentare una delle principali opportunità economiche per migliaia di italiani residenti nelle province di confine. Secondo i dati aggiornati al 2026 pubblicati da frontaliereticino.ch, il differenziale salariale tra il Canton Ticino e la Lombardia resta molto elevato, soprattutto nei settori ad alta specializzazione come IT, finanza e farmaceutica. I numeri sono giudicati veritieri da Giuseppe Augurusa, responsabile dei frontalieri per la Cgil, che indica in 2,8 il moltiplicatore medio tra uno stipendio italiano e uno svizzero. La piattaforma confronta gli stipendi mediani di 24 settori economici tra il Ticino e le province italiane di Como, Varese e Verbano-Cusio-Ossola, utilizzando dati provenienti dall’Ufficio federale di statistica svizzero (Ust), dal Seco e dalle statistiche occupazionali italiane. Il risultato è una fotografia dettagliata del mercato del lavoro frontaliero.
Le cifre del fenomeno
Tra i comparti più remunerativi spicca il settore finanziario: in Ticino lo stipendio mediano raggiunge i 100mila franchi annui, contro circa 43mila euro in Italia. Anche l’Information technology conferma il suo ruolo strategico, con salari medi attorno a 89mila franchi per sviluppatori e profili software, rispetto ai circa 39mila euro italiani. Molto elevati anche gli stipendi nel farmaceutico e nell’ingegneria dove, secondo il report, le retribuzioni svizzere risultano spesso superiori del 150-200% rispetto a quelle offerte oltreconfine. Ma un po’ tutte le professioni presenti in questo studio registrano aumenti come minimo del 160% rispetto allo stipendio dell’analoga professione in Italia.
Un confronto schiacciante
l vantaggio economico per i frontalieri rimane significativo anche considerando imposta alla fonte, contributi sociali svizzeri e costi di trasporto. Nel report 2026 emerge inoltre una crescita salariale media del 3,2% anno su anno, trainata soprattutto da sanità, IT e consulenza. Mentre il salario medio complessivo del panel analizzato si attesta attorno ai 73mila franchi lordi annui. Altro dato interessante: i settori con il maggior numero di assunzioni risultano essere sanità, finanza, retail e tecnologia. In particolare, la domanda di infermieri, sviluppatori software, specialisti cybersecurity e figure legate alla compliance bancaria continua a crescere nel Canton Ticino. Insomma, si conferma un aumento della ricerca di figure del terziario mentre, qualche decennio fa, i frontalieri erano ricercati per lo più come lavoratori impiegati nell’industria o nell’edilizia.
Un equilibrio delicato
Parallelamente, resta acceso il dibattito politico e sociale sull’impatto dei frontalieri sul mercato del lavoro ticinese. Alcune discussioni online evidenziano timori legati alla pressione salariale verso il basso, soprattutto nei comparti meno qualificati. «È vero - commenta Augurusa - che esistono fenomeni di dumping salariale, ma essere frontaliere resta ancora estremamente vantaggioso da un punto di vista salariale».
Scenario futuro
Di fronte a questo scenario, il nuovo Accordo fiscale tra Italia e Svizzera, entrato progressivamente in vigore negli ultimi anni, sta modificando gli equilibri del lavoro frontaliero. Alcuni osservatori segnalano un rallentamento del numero di frontalieri e una maggiore propensione al trasferimento diretto in Svizzera per evitare la doppia imposizione. Anche i nuovi frontalieri hanno un reddito inferiore rispetto al passato, rispetto ai colleghi assunti prima del cambiamento. Nonostante questo, il differenziale salariale resta uno dei più elevati d’Europa tra due territori confinanti. Per migliaia di lavoratori italiani, soprattutto nelle province lombarde vicine al confine, il Ticino continua così a rappresentare una concreta opportunità di crescita economica e professionale.
Questo ed altri temi legati alla Svizzera nelle cinque pagine di Oltreconfine sulla Prealpina di martedì 2 giugno, in edicola e in edizione digitale
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