IL CASO
La morte di Luca avvolta nel mistero
Il 37enne di Gallarate: le ultime ore all’Iper e i dubbi sulla causa del decesso. Autopsia ancora in corso. L’escursionista che ha visto il corpo a Brinzio l’ha detto due giorni dopo
Non è ancora ultimato l’esame autoptico sul corpo di Luca Salvalaio, il trentasettenne scomparso da Gallarate il 3 febbraio e recuperato senza vita il 24 aprile a Brinzio: il medico legale, affiancato dalla criminalista Rossella Cirillo, nominata dalla famiglia, vuole condurre un’ispezione più accurata delle ossa che nei prossimi giorni saranno sottoposte a lavaggio. È ancora quindi prematuro parlare di funerale.
TANTI INTERROGATIVI
Cosa ha causato la morte di Luca e quando? Da quanto tempo il cadavere si trovava nel massiccio del Campo dei Fiori? Possibile che il luogo del rinvenimento non coincida con quello del decesso? Lo screening visivo e la radiografia non hanno dato risposte, ecco perché ora si procederà con l’analisi dei tessuti (è stato prelevato il midollo), con quella tossicologica, con lo studio degli insetti che in questi mesi hanno colonizzato i resti. E sarà esaminato anche il dna, ai soli fini del riconoscimento: i parenti sono stati infatti risparmiati dall’angosciante prassi dell’identificazione, quindi, ancorché non ci siano dubbi, serve un atto ufficiale. I Salvalalio, che a febbraio chiesero anche l’aiuto dell’associazione Penelope e del programma televisivo “Chi l’ha visto?” di Rai 3, avevano il cuore gonfio di speranza in un lieto fine. «Adesso vogliono capire cosa sia successo davvero», afferma l’avvocato Gianluca Fontana. Senza tanti giri di parole, chi conosceva il trentasettenne gallaratese esclude che possa essersi ucciso.
INASCOLTATI
La criminalista lo scorso 16 marzo aveva depositato ai carabinieri di Gallarate una relazione in cui indicava i luoghi da controllare con attenzione dai quali estrapolare immagini di videosorveglianza (per esempio i benzinai). Erano state allertate tutte le polizie locali della zona e il corpo forestale ma solo il casuale ritrovamento di un escursionista ha messo fine al mistero. Anche se alle autorità ha pensato bene di dirlo dopo due giorni di riflessione trascorsi a contemplare la foto scattata con il telefonino.
CONTRADDIZIONI
Bisogna indagare gli ultimi giorni di Luca per capire cosa sia accaduto il 3 febbraio. Una giornata atipica, iniziata molto presto a Varese. Un prelievo di denaro e shopping all’Iper dove ha comprato il romanzo di Banana Yoshimoto Kitchen, una torcia e un cellulare Galaxy A16 con una nuova sim, pagato 129 euro in contanti e subito protetto con una pellicola anti urto. Alle 10.18 collega la sim al tablet e da quel momento non si hanno più notizie di lui. Come si potrebbe armonizzare questa sequenza di acquisti con la volontà di uccidersi? Nessuno aveva avuto la sensazione che Luca fosse depresso: a marzo avrebbe dovuto sottoporsi a un piccolo intervento ma nulla di debilitante. Era un uomo vulnerabile ma sempre sotto controllo, soffriva di insonnia ma non aveva alcuna dipendenza. Troppe le tessere mancanti.
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