IN MONTAGNA
Lago Mognola, tra natura e acquedotti
In Canton Ticino un'escursione ad anello partendo da Fusio
Quella al Lago Mognola, in Val Lavizzara, non è soltanto un’escursione a un laghetto alpino. Ma si tratta di un viaggio alla scoperta di come si viveva una volta in montagna. Si partirà infatti dal borgo di Fusio, uno dei più autentici del Canton Ticino. Si toccheranno svariati alpeggi. Ma soprattutto si camminerà per diverse centinaia di metri accanto a un antico acquedotto scavato nella roccia, perfettamente conservato e che portava l’acqua laddove pascolavano le mandrie. L’itinerario parte da Fusio (1.282 m), l’ultimo villaggio della Valle Lavizzara, un piccolo gioiello che merita certamente una visita prima o dopo l’escursione al lago. La salita si trova sul versante di destra della vallata e alterna inizialmente sentieri e mulattiere, tratti ripidi e più pianeggianti. Il sentiero è ben segnalato in bianco-rosso-bianco e inizialmente porta fino all’Alpe di Vacarisc (1.528 m). Qui il cammino inizia a salire ancor più ripidamente attraverso il bosco di larici che raggiunge Corte Mognola (1.837 m), dove si trova la Cascina della Memoria: una piccola capanna che racconta la storia dell’alpe con fotografie, oggetti e pannelli informativi.
Una volta scollinati ci si aspetterebbe di essere al laghetto, perché l’alpeggio che si apre, pianeggiante e “difeso” da alcune dolci pareti. E, quindi, sarebbe il luogo ideale per ospitare uno specchio d’acqua. Invece no. Bisogna compiere ancora un piccolo sforzo. Gli ultimi 200 metri di dislivello sono abbastanza impegnativi per le gambe, ma il meraviglioso paesaggio che ci si lascia alle spalle, invita a fare brevi pause per riprendere fiato e ammirare la natura. Alla fine dell’ultimo drizzone, dopo una camminata di due ore buone, ci si trova all’improvviso di fronte al Lago Mognola, (2.003 m) di un blu profondo, sul quale i giochi di luce del sole fanno danzare migliaia di diamanti sopra il riflesso delle montagne circostanti. Il Lago Mognola è abbracciato dall’affascinante paesaggio alpino della Lavizzara, una delle valli alte della Valle Maggia.
Piccolo e di una rotondità leggermente allungata, è circondato dai giganti grigi come il Pizzo Croslina, il Pizzo Rüscadacome e il Pizzo Campo Tencia che, coi suoi 3.071 m, è la montagna più alta a trovarsi interamente sul territorio ticinese. Prima di ripartire, seppure non sia ufficialmente segnato, si consiglia di compiere il giro del bacino, che permetterà di ammirarlo in tutte le sue sfumature, con dietro qualche pietraia, oppure le montagne della vallata opposta. Dopo una pausa in questo luogo magico, è il momento di ridiscendere, ma le sorprese non sono per niente finite. Anzi. Protagonista è ancora una volta l’acqua. Da Corte della Sassina, infatti, a pochi minuti di cammino sopra il Lago Mognola, si apre un meraviglioso panorama sul Lago del Sambuco, il bacino artificiale dell’omonima diga, che si può raggiungere sia a piedi che in automobile da Fusio. Ma la discesa che riconduce verso Vacarisc è interessante anche dal punto di vista storico e dimostra quanto “la necessità aguzza l’ingegno”, in passato come oggi.
Quando si incrocia il Rio di Vacarisc (2.080 m), spunta infatti un canalino d’acqua chiamato Acquedotto di Canà, un sistema ingegnoso e abilmente realizzato in passato, allo scopo di raccogliere l’acqua nel sovrastante anfiteatro naturale dell’Alp Canà e trasportarla nei pascoli più in basso. L’acquedotto è lungo 447 m e la differenza di altitudine tra il punto più alto e quello più basso è di 27 m. E così, per mezzo chilometro, il cammino è accompagnato da questa canalina, scolpita nella viva roccia oppure formata da pietre modellate e abilmente congiunte. Il silenzio della montagna è quindi rotto, con dolcezza, dallo scrosciare dell’acqua che, per decenni, ha aiutato l’abbeveramento degli animali d’allevamento. Per capire la forza dell’acqua ci si può fermare e giocare con l’acquedotto poggiandovi dentro una mela o un’arancia che, a quel punto, inizierà a scorrere, per poi andarla a recuperare qualche metro dopo. Salutando l’acquedotto, si prende la ripida discesa verso Vacarisc, dov’è necessario prestare attenzione, poiché il sentiero è ricco di radici, giungendo di nuovo all’Alpe di Vacarisc e poi al punto di partenza di Fusio, attraverso altri scorci suggestivi sul Lago di Sambuco.
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