LE OPINIONI
L’arte di essere alla moda
Il Met Gala del primo lunedì di maggio tra vip e abiti che sono opere da collezione
Quello passato da una settimana è, probabilmente, il lunedì più importante di tutto l’anno, almeno da un punto di vista fashion. Come da tradizione, infatti, il primo lunedì di maggio va in scena il Met Gala, l’evento modaiolo più atteso in assoluto, ancor più nel 2026 (viste, soprattutto, le polemiche legate alla presenza di Jeff Bezos e consorte). Il tema “Fashion is Art”, coordinato – come sempre – alla mostra del Costume Institute del museo, Costume Art, ha spinto celeb, stylist e stilisti a reimmaginare gli abiti come opere d’arte, dando vita a un caleidoscopio di interpretazioni che hanno messo al centro forme, colori, originalità. C’è chi ha scelto di trasformarsi in un quadro: Emma Chamberlain in un costum Mugler, ad esempio, ha ripercorso i colori di Van Gogh, mentre Gracie Abrams in Chanel ha ripreso Klimt. E, ancora, Kendall Jenner si è ispirata alla Nike di Samotracia, la sorella Kylie Jenner alla Venere di Milo, Hunter Schafer – in Prada – al ritratto Mäda Primavesi di Gustav Klimt. Un omaggio a colore e texture, ispirazione e realizzazione artigianale allo scopo, forse, di ricordare a tutti noi che il fashion non è solo un mercato, ma un modo per esprimere se stessi, mandare messaggi (anche politici), interpretare il tempo presente. Proprio come ogni forma d’arte.
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