VERSO IL NORD
Bimbi sui sentieri nel buio: ecco come avveniva il traffico di clandestini
Immigrazione irregolare, Lavena Ponte Tresa crocevia: l’indagine della Squadra Mobile sul confine svizzero
Li facevano camminare nel buio, lungo i sentieri sul confine tra Ponte Tresa e la Svizzera, spesso con bambini piccoli al seguito. Poi, una volta oltrepassata la frontiera a piedi per evitare i controlli, li caricavano su auto dirette verso Basilea, la Germania o la Francia. È uno degli episodi documentati dagli investigatori della Squadra Mobile di Varese che ha portato all’arresto di sette cittadini turchi e di una donna italiana accusati di far parte di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di migranti lungo la rotta balcanica, soprattutto curdi.
Erano ospitati anche in un kebab
Secondo gli investigatori, il gruppo organizzava viaggi clandestini dalla Turchia verso il Nord Europa passando per Bosnia, Croazia, Slovenia, Italia e Svizzera. Per ogni persona trasportata venivano chiesti fra i 6 e i 7mila euro. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e sviluppata insieme alle autorità svizzere, ha documentato fra aprile e settembre dello scorso anno almeno 37 episodi di traffico di migranti, per un totale di 134 persone trasportate illegalmente oltreconfine. La base operativa dell’organizzazione sarebbe stata nel Luinese, tra Lavena Ponte Tresa e Cadegliano Viconago. Qui, secondo la ricostruzione della Mobile, i migranti venivano fatti arrivare dopo il passaggio da Trieste e ospitati temporaneamente in appartamenti oppure in un kebab di Lavena Ponte Tresa riconducibile al presunto capo del gruppo, un turco di 47 anni residente in zona insieme alla convivente italiana.
L’articolo completo sulla Prealpina di giovedì 14 maggio, in edicola e in edizione digitale
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