IL CONGEDO
Cingolani lascia Leonardo in ottima salute: «Creda in se stessa»
Il saluto dell’ad: «Tre anni fantastici». Numeri in crescita. E oggi entra in scena Mariani
«Questo è il nostro ultimo incontro ed è l’ultimo giorno del mio mandato». Più che l’atto finale di un amministratore delegato e direttore generale sembra un lascito: alla guida di Leonardo fino a ieri, ore 15.30, Roberto Cingolani consegna agli analisti finanziari e alla stampa internazionale una società in ottima salute e cresciuta in maniera esponenziale proprio durante i tre anni («Fantastic three years», sottolinea) del suo mandato. Un’ora dopo si congeda: «Now for me it’s time to go», significa che per lui è venuta l’ora di andare. Alza un braccio per salutare il pubblico collegato online ed esce di scena. «Bye bye».
Assemblea degli azionisti
Negli ambienti aziendali giurano che si tratta di un caso, però non passa inosservata l’ironica coincidenza: ieri il top manager ha snocciolato gli «ottimi risultati» e i «significativi progressi» conseguiti dal Gruppo Leonardo nel primo trimestre 2026, e subito oggi l’Assemblea degli azionisti incoronerà il suo successore Lorenzo Mariani. Pronti, via. Dell’incongruenza insita nella decisione del Ministero del Tesoro di cambiare rotta si è già detto tutto e di più. A questo punto, al di là di cosa il professor Cingolani “farà da grande” (figura chiave nel panorama tecnologico europeo e fisico di fama, di certo non rimarrà inattivo a lungo), non resta che far parlare i numeri. Per cominciare, i più rassicuranti: «La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook da parte di Standard& Poor’s, rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria del Gruppo».
Portafoglio ordini: 57 miliardi
E poi: i ricavi sono saliti a 4,4 miliardi di euro (+ 10% al netto dell’effetto cambio negativo), il portafoglio ordini è salito a 57 miliardi (+23%), con il primo trimestre 2026 chiuso con un risultato netto adjusted (vale a dire la redditività operativa genuina e ripetibile) di 184 milioni di euro, con il 60% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Risultati trimestrali che avrebbero consentito di valutare una revisione al rialzo degli obiettivi ma, spiega il professor Cingolani, «per correttezza abbiamo lasciato questa valutazione al prossimo amministratore delegato».
Camicia bianca e gilet, solito tono asciutto ma sereno, l’ex numero 1 di Leonardo più volte durante l’incontro (in lingua inglese) non esita a pronunciare la parola «continuity», come ad auspicare che nessuna brusca inversione di rotta scuota il Piano industriale già (da lui) concepito: «The strategy is built», la strategia è costruita, ha detto, rivolto ai futuri amministratori: «Sono sicuro che faranno un lavoro fantastico».
Nella Provincia con le ali
Sarà in Lombardia che l’ad Lorenzo Mariani e il presidente Francesco Macrì, da oggi ufficialmente in pista, troveranno il cuore di questa «strategia», battente soprattutto nella provincia di Varese: gli elicotteri fabbricati a Cascina Costa e a Vergiate, gli aerei a Venegono Superiore, l’attività di Services & Training fornita nell’hub di Sesto Calende, fino ai programmi spaziali e all’elettronica sviluppati negli stabilimenti di Nerviano e di Brescia. Per ciascuna Divisione, a livello locale, lo stesso copione: cresciuti ricavi e ordini.
La stessa linea
«Dopo tre anni lasciamo una strada libera, pulita e sicura che dovrà essere percorsa con grande convinzione, indipendentemente da chi viene chiamato a guidare la trasformazione. Sono certo che il mio successore e il nuovo vertice aziendale proseguiranno sulla stessa linea, poiché hanno partecipato in prima persona alla maggior parte di questo lavoro svolto finora», ha proseguito Roberto Cingolani, senza dimenticare di citare la sua “creatura” della difesa integrata multidominio, quel Michelangelo Dome molto italiano e troppo poco americano che forse (ma non lo sapremo mai) ha infastidito Palazzo Chigi: «Sono molto ottimista per la sua riuscita ma il tempo è importante: non dobbiamo perdere neanche un giorno, abbiamo fretta perché l’attuale situazione geopolitica impone tempi serrati».
Attesa per il dg: chi sarà?
Non meno serrati i tempi per decidere se scorporare il ruolo, e a chi assegnarlo, di direttore generale. Mariani può decidere di tenere per sé la delega come fece Cingolani nel 2023, ma nella Divisione Elicotteri - che ha il suo core business nel Varesotto - c’è fibrillazione per la possibilità che l’attuale capo Gian Piero Cutillo già oggi possa essere nominato dg. In tal caso, occorrerà riempire la casella in un settore da alcuni anni protagonista di performance straordinarie proprio grazie all’altissimo profilo finanziario dell’ingegner Cutillo. Si vedrà.
Tecnologia al centro
A proposito di personale ieri l’amministratore delegato uscente ha dato un suggerimento ai successori: «Forse dovranno rafforzare il ruolo di responsabile della tecnologia, dato che finora, lo sapete, per la mia esperienza sono stato anche un po’ Chief Technology Officer. Ci sono ottimi candidati sul mercato internazionale».
Cambio di mentalità
Ma è verso la fine dell’incontro nel quartier generale di Piazza Monte Grappa in Roma che Roberto Cingolani si toglie un sassolino dalla scarpa, forse rammaricato per aver lasciato qualcosa d’incompiuto: «Leonardo», ha detto, «deve imparare a credere di più in se stessa. È un problema di mentalità da cambiare nel Dna dell'azienda, naturalmente con un po' di tempo. Ma al momento abbiamo uno dei portafogli più completi al mondo: se capiamo che questo è un valore aggiunto e un vantaggio competitivo rispetto agli altri, dobbiamo fare il massimo sforzo per sfruttare questa capacità unica. E poi Leonardo deve iniziare a comportarsi come una vera azienda tecnologica, non solo come un'azienda manifatturiera. Anche questo è un cambio di mentalità». Così parlò Cingolani. Da oggi parlerà Mariani.
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