BRUXELLES
L'ex presidente filippino Duterte sarà processato dalla Cpi
(ANSA) - BRUXELLES, 23 APR - La Corte penale internazionale
ha confermato la propria giurisdizione nel caso contro l'ex
presidente delle Filippine Rodrigo Roa Duterte, aprendo la
strada al processo per presunti crimini contro l'umanità legati
alla cosiddetta "guerra alla droga". La Camera d'appello della
Corte, "a maggioranza, ha respinto integralmente il ricorso
presentato dalla difesa" confermando la decisione della Camera
preliminare del 23 ottobre 2025, si legge in un comunicato
dell'Icc. Secondo i giudici, la Corte può esercitare la propria
giurisdizione sui presunti crimini commessi nel territorio della
Filippine nel periodo in cui il Paese era parte dello Statuto di
Roma, cioè tra il 1° novembre 2011 e il 6 marzo 2019.
In questo quadro, la Corte ha sottolineato che consentire a
uno Stato di sottrarsi alle proprie responsabilità dopo l'avvio
di indagini "sarebbe incompatibile" con l'obiettivo dello
Statuto, ossia "porre fine all'impunità per i responsabili dei
crimini più gravi di rilevanza internazionale". La Camera
d'appello ha precisato che la propria interpretazione garantisce
"un equilibrio adeguato" tra il diritto degli Stati a ritirarsi
dal trattato e le responsabilità assunte con la ratifica.
Duterte è sospettato di omicidio e tentato omicidio,
configurati come crimini contro l'umanità ai sensi dell'articolo
7 dello Statuto, nell'ambito di un presunto
attacco "diffuso e sistematico" contro la popolazione civile
durante la campagna antidroga. Nel 2025 era stato emesso il
mandato di arresto e consegnato l'ex presidente è stato
consegnato alla Corte. (ANSA).
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