GLI ITINERARI
Ma dove vai bellezza in bicicletta... in Piemonte
Tra laghi scintillanti e vallate silenziose. Il territorio offre una rete di percorsi accessibili e immersivi, perfetti anche per le famiglie
A piedi o in bicicletta, la primavera è il momento ideale per scoprire laghi, monti e valli del Piemonte nord-orientale. Tra laghi scintillanti, vallate silenziose e rilievi ancora punteggiati di neve, il territorio si apre a un ventaglio di esperienze da vivere con tutti i sensi. Sentieri, borghi, itinerari ciclabili e fioriture trasformano ogni uscita in un invito a rallentare, osservare, lasciarsi sorprendere. Per chi ama i ritmi lenti, il territorio offre una rete di percorsi accessibili e immersivi, perfetti anche per le famiglie. A pochi passi dalla Lombardia si snodano itinerari dove la natura incontra il gioco e l’immaginazione. Perché bastano pochi elementi – verde, silenzio, curiosità – per ritrovare equilibrio e leggerezza.
È questo lo spirito dell’itinerario che da Omegna conduce al Monte Zuoli, una passeggiata di circa 2 chilometri capace di unire natura e fantasia. Dal parco del Monte Zuoli, il sentiero si addentra nel bosco fino a raggiungere la radura dei Giardini della Torta in Cielo, omaggio allo scrittore Gianni Rodari. Tra installazioni colorate, spazi ludici e un piccolo anfiteatro all’aperto, il percorso si trasforma in un’esperienza da vivere con lo sguardo e con il gioco. Il rientro, ad anello e in dolce discesa, attraversa massi coppellati e rocce levigate, regalando scorci panoramici in un tempo di percorrenza complessivo di circa 45 minuti.
Sempre in chiave family, l’anello che da Fosseno, frazione di Nebbiuno, conduce al Sass del Pizz è un itinerario di circa 5 chilometri immerso nel verde. Dal paese si sale verso un antico lavatoio, per poi proseguire nel bosco fino alla cima panoramica. Qui, tra betulle e tavoli in legno, lo sguardo si apre su un ampio orizzonte che abbraccia i laghi Maggiore, Monate, Comabbio e Varese. Il ritorno si snoda tra felci, selciati storici e castagneti, in un susseguirsi di ambienti che raccontano la storia e la natura del territorio.
Per chi predilige atmosfere d’altri tempi, il borgo di Vogogna offre un percorso breve ma denso di suggestioni. Dal Sacro Cuore di Gesù, chiesa neogotica di fine Ottocento, si entra nel cuore del paese, tra porticati medievali, balconi settecenteschi e strade acciottolate. Il tracciato conduce al Palazzo Pretorio, risalente al 1348, e prosegue verso il Castello Visconteo, oggi spazio espositivo e culturale. Poco oltre, una mulattiera panoramica porta alla frazione Genestredo, da cui si scorgono i resti della Rocca di origine longobarda.
Se invece è la bicicletta a dettare il ritmo, le possibilità si moltiplicano. Tra i percorsi più accessibili e apprezzati spicca la Ciclovia del Toce, 47 chilometri che collegano Domodossola al lago Maggiore seguendo il corso del fiume. L’itinerario attraversa borghi, campagne coltivate e fiorite e tratti ombreggiati da alberi secolari, offrendo un’esperienza varia e adatta a diversi livelli di preparazione. Grazie alla presenza della linea ferroviaria Milano-Domodossola, il percorso è facilmente modulabile e accessibile anche in modalità intermodale.
Più raccolto ma altrettanto suggestivo è il giro del Lago d’Orta, percorribile in circa due ore. Da Omegna si pedala tra scorci affacciati sull’acqua e dolci saliscendi che conducono a piccoli centri come Brolo, noto come “il paese dei gatti”, e Cesara. Il tracciato segue poi la valle del torrente Pellino fino a Pella, per proseguire lungo la sponda meridionale del lago. A Orta San Giulio vale la pena fermarsi: il Sacro Monte e l’isola di San Giulio aggiungono al percorso una dimensione culturale e contemplativa, prima del rientro verso Pettenasco e Omegna.
Chiude l’esperienza la ciclabile che da Cannobio conduce all’Orrido di Sant’Anna, un itinerario che unisce paesaggio lacustre e natura più selvaggia. Dal lungolago si entra tra i vicoli del borgo per poi raggiungere le fonti dell’Acqua Carlina, immerse nel verde. La discesa conduce all’Orrido, una gola profonda sovrastata da una piccola chiesa, dove l’acqua ha scolpito la roccia nel tempo. Seguendo il torrente Cannobino lungo la pista ciclabile, si arriva infine al ponte Ballerino e al lido di Cannobio, chiudendo il percorso tra natura e quiete.
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