IL DECOLLO DEI PREZZI
Malpensa, l’aereo sotto le feste costa un salasso
Impennata dei prezzi dei biglietti per il Sud e le isole. Segnalazione del Codacons all’Antitrust
C’è chi ci riesce tirando la cinghia e facendo sacrifici per mesi, chi fa i salti mortali per trovare un’alternativa che non sia un viaggio della speranza con mille scali chissà dove, chi ci deve rinunciare a priori perché i prezzi sono proibitivi per le proprie tasche: che si tratti di impiegati, insegnanti, infermieri, stagisti, liberi professionisti o studenti fuori sede partire in aereo da Malpensa e tornare al Sud o sulle isole maggiori per ricongiungersi con amici e parenti durante le feste natalizie è diventato sempre più un salasso. Il prezzo dei biglietti aerei lievita, infatti, in concomitanza del Natale, del Capodanno e dell’Epifania per poi tornare a scendere al concludersi delle festività.
Un problema che si aggrava
«Il problema dell’impennata dei prezzi dei voli durante i periodi di maggiore domanda da parte dei passeggeri si è aggravato negli ultimi anni, e ciò a causa dell’uso di algoritmi da parte delle compagnie aeree che rendono le tariffe del tutto fuori controllo», ha denunciato il Codacons una ventina di giorni fa. «La riprova arriva dall’indagine realizzata dalla nostra associazione il mese scorso, da cui emerge non solo come volare dal Nord al Sud Italia sotto le festività natalizie costi fino al 900% in più rispetto ad altri periodi dell’anno, ma addirittura come sia economicamente più conveniente recarsi all’estero in aereo e da lì prendere un volo per raggiungere la Sicilia o la Sardegna. L’abnorme crescita dei prezzi dei biglietti in periodi caldi come Natale e Pasqua rappresenta una forma di speculazione sulla pelle dei consumatori perché si sfrutta lo stato di necessità dei cittadini che devono tornare a casa per le feste per proporre tariffe fuori mercato e inaccettabili».
In effetti i numeri parlano chiaro. Secondo i calcoli eseguiti dal Codacons, volare durante le festività natalizie costa fino al 900% in più rispetto alle normali tariffe aeree proposte durante momenti dell’anno lontani da ponti, feste e ferie agostane. Per esempio, partire il 23 dicembre da Malpensa per arrivare a Palermo poteva costare da 170 euro in su, mentre viaggiando il 13 gennaio sulla stessa tratta si possono spendere appena 17 euro. Non va meglio per la Sardegna: partendo dallo scalo della brughiera per arrivare a Cagliari l’antivigilia di Natale si spendevano 81 euro anziché solo 18 euro decollando il 13 gennaio.
«Impennata ingiustificata»
«A parità di servizio le tariffe aeree sotto le festività registrano un’impennata del tutto ingiustificata, e per questo abbiamo presentato una nuova segnalazione all’Antitrust, che già indaga sul fenomeno del caro voli, a Enac e al Ministero dei Trasporti, chiedendo un intervento urgente a favore dei cittadini che ogni anno devono sottostare al salasso natalizio nel settore del trasporto aereo», prosegue il Codacons. Insomma, tornare a casa per le persone che vivono in Lombardia e che sono originarie del Mezzogiorno - ma anche per i turisti che vorrebbero visitare le città e le bellezze del Sud del Belpaese - svuota il portafoglio. «Federconsumatori Varese non ha mai ricevuto segnalazioni specifiche sui voli da Malpensa, ma l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori monitora e verifica l’andamento dei prezzi dei biglietti aerei, non solo a Natale, e il fenomeno del rincaro è ormai conosciuto e documentato. E vale anche per il trasporto ferroviario che in alcuni casi vede aumentare le tariffe per il Sud anche del 50% soprattutto da Milano e da Torino, i due bacini principali dove vivono persone originarie del Meridione», spiega Antonio Ciraci, presidente di Federconsumatori Varese.
Non c’è violazione
«Ma le compagnie aeree che alzano così i prezzi non sono sanzionabili perché di fatto non c’è una violazione precisa di norme. Sono le leggi del mercato che sono difficilmente contestabili. Di fatto i vettori possono farlo e lo fanno». E allora che fare per poter evitare di svenarsi soprattutto per chi deve scendere al Sud? «Sembra una battuta, ma a questo punto è bene arrangiarsi. Organizzarsi e, per esempio, mettersi in viaggio in macchina, magari condividendo le spese della benzina e dei caselli autostradali», commenta Ciraci. «A parte il sarcasmo: ci vorrebbe un forte intervento politico del Governo che ponga limiti all’aumento dei prezzi aerei e dei treni per permettere alle persone di avere il sacrosanto diritto di tornare dalle famiglie d’origine durante le feste». Nel frattempo qualcosa si muove: Regione Sicilia e Regione Sardegna da qualche anno hanno infatti stanziato dei fondi per erogare un rimborso spese sul biglietto aereo a chi è residente sulle due isole che ma vive al Nord. Per adesso questa soluzione tampona senza risolvere il problema.
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