DELITTO DI CASBENO
«Manfrinati capace di intendere e volere»
Varese, depositata la perizia psichiatrica. L’imputato rischia l’ergastolo
Marco Manfrinati era capace di intendere e di volere al momento del fatto. È questa la conclusione della perizia psichiatrica disposta nell’ambito del processo, in corso davanti alla Corte d’Assise, per il delitto di Casbeno. La relazione del professor Stefano Ferracuti è stata depositata nei giorni scorsi in Tribunale e notificata alle parti; lo specialista la illustrerà nella prossima udienza, in calendario venerdì 29 maggio.
L’imputato è accusato del tentato omicidio della ormai ex moglie Lavinia Limido, ferita a coltellate in via Menotti la mattina del 6 maggio 2024, e dell’omicidio del padre di lei, Fabio, intervenuto per difendere la figlia dall’aggressione davanti all’azienda di famiglia. L’esito della perizia era molto atteso in quanto rappresenta un passaggio cruciale del procedimento penale. Un’eventuale dichiarazione di infermità totale avrebbe infatti reso Manfrinati non imputabile. L’assenza di un vizio di mente al momento del fatto, invece, significa che il processo può proseguire e a questo punto l’ex avvocato rischia l’ergastolo alla luce delle aggravanti che gli vengono contestate dalla pubblica accusa.
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