IN SCENA
Mastandrea, l’uomo che vuol essere il migliore
Appuntamento al Teatro Arcimboldi di Milano
La storia di un uomo normale che, in seguito a un incidente che ha causato, di cui si sente responsabile e per cui sarà assolto, entra in una crisi profonda che lo trasforma in un uomo cattivo. E improvvisamente ad Alfredo Beaumont si aprono tutte le porte della società, dalla crescita professionale all’essere desiderato dalle donne, fino al guarire dalle sue paure. Valerio Mastandrea, attore cinematografico e teatrale tra i più amati dal pubblico, al Tam Teatro Arcimboldi di Milano dà ancora una volta corpo, voce e vita a Migliore, monologo che Mattia Torre ha scritto vent’anni fa appositamente per affidarlo all’attore: una storia pungente, ironica, visionaria sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il proprio successo sul cinismo, sulla spregiudicatezza, sul disprezzo per gli altri. Una fotografia lucida e sarcastica delle contraddizioni di una società dove le fragilità e le ambizioni di un uomo qualunque sono messe a nudo e diventano un vero e proprio specchio di ciascuno di noi: un racconto teatrale che è al tempo stesso comico e spietato, che fa sorridere e riflettere. E che nell’interpretazione intensa di Mastandrea fa emergere il ritratto di un personaggio timido, insicuro, quasi indifeso, a cui viene chiesto di adattarsi ai codi comportamentali prevalenti, fatti di individualismo. A cui viene chiesto di essere “il migliore” e che così si trasforma in un essere cinico e spregiudicato, diventando una sorta di metafora, di incarnazione e di simbolo di chi trova successo in una società che premia l’arroganza.
Un lavoro in cui Mattia Torre, prematuramente mancato nel 2019 e che a Mastandrea era legato da una forte amicizia, ancora una volta si dimostra profondo osservatore e narratore della società contemporanea, con i suoi nodi, le sue contraddizioni, le sue situazioni paradossali. E anche la sua fragilità, data proprio dal suo essere sincero, leale. Caratteristiche che lo portavano sempre a considerarsi e a essere considerato un perdente. Migliore, prodotto da Nuovo Teatro di Marco Balsamo, porta in scena l’eredita teatrale di un autore, sceneggiatore, commediografo e regista che si è sempre dimostrato capace di unire leggerezza e profondità, in uno sguardo sull’essere umano che riusciva a essere contemporaneamente critico e affettuoso. E che sapeva narrare con ironia, a volte anche cinismo, ma senza mai prevaricare, facendo ridere moltissimo, ma accompagnando tutto questo al pensiero, alla riflessione, spesso anche alle lacrime.
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