IL PROCESSO
Molestie a Malpensa, in aula la verità dell'ex hostess
In Appello udienza a porte chiuse. Il 14 maggio la discussione
Davanti alla Corte d’Appello di Milano è stata celebrata oggi, venerdì 13 febbraio, un’udienza cruciale del processo per violenza sessuale a carico di un ex sindacalista accusato di aver molestato una ex hostess di volo nel 2018. L'udienza segue la decisione della Cassazione che, l'11 febbraio 2025, ha annullato le precedenti assoluzioni disponendo un nuovo giudizio di secondo grado.
Al centro del dibattimento, svoltosi a porte chiuse, la testimonianza della parte offesa che ha ripercorso i fatti avvenuti negli uffici sindacali di Malpensa. Un momento vissuto con estrema fatica: «Ripercorrere quanto subito a distanza di otto anni è stato doloroso», ha dichiarato la donna. «Le domande della difesa mi hanno fatta sentire sotto accusa, una sensazione che le vittime non dovrebbero più provare. È stato stressante il tentativo di spostare l’attenzione dall’aggressione alla mia credibilità».
Il caso è emblematico per il ribaltamento giuridico operato dalla Suprema Corte. In primo e secondo grado, l'imputato era stato assolto perché la reazione della vittima (durata circa 20-30 secondi) non era stata ritenuta prova di un dissenso esplicito. La Cassazione ha però demolito tale tesi, stabilendo che il consenso non può mai essere presunto e che anche un contatto "fugace ed estemporaneo" integra il reato se viola la libera autodeterminazione sessuale.
Mentre l'imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee, la vittima ha ribadito la propria fermezza: «Io non ho timore a raccontare l'accaduto perché chi dice la verità non cambia versione». Il processo è stato ora rinviato al 14 maggio 2026 per la discussione finale.
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