IL GRANDE EVENTO
Olimpiadi, l’apertura è uno spettacolo
Cerimonia d’inaugurazione a Milano. Lo stadio diventa tricolore. Mattarella in tribuna, connessione con Cortina
La medaglia che non aspetti arriva in tram ed è effetto sorpresa e colpo di genio tutto italiano. L’apertura di Milano-Cortina non poteva non essere show: e allora ecco che c’è un Sergio Mattarella “attore” per una serata magica che riporta ufficialmente in Italia le Olimpiadi 20 anni dopo quelle di Torino. L’originale e divertente cameo presidenziale è stato però spoilerato a poche ore dal via, togliendo un pò l’effetto senza intaccare troppo però il gusto.
Mattarella in tram
Perché certo non è comune vedere il Capo dello Stato, davanti ai 67mila dello stadio - record per una edizione invernale - e ai due miliardi davanti alla tv in tutto il mondo, con un espediente scenico, sbarcare a San Siro sul mezzo storico del capoluogo lombardo, il tram giallo, n.26 omaggio all’anno olimpico, dopo un tragitto come semplice cittadino, tra compagni di viaggio comuni, orchestrali della Scala e atleti con gli sci: l’identità resta celata, poi un peluche a terra raccolto dallo stesso Presidente lo svela al pubblico. Conducente d’eccezione in tenuta da tramviere un italiano eccellente, il mago alla guida Valentino Rossi.
Lo stadio tricolore
E sono applausi e tifo da stadio, perché i primi Giochi diffusi scaldano l’anima e omaggiano il Paese intero: e se a Milano batte il cuore pulsante, in contemporanea a Cortina, Livigno e Predazzo c’è tutto l’arco alpino che si apre al mondo e svela bellezze e patrimonio. La storia antica e moderna, la cucina, la moda: non c’è ambito italiano che la grande kermesse messa in piedi dal guru Marco Balich non tocchi e celebri. E prima che Mattarella, dalla finzione alla realtà si vada a sedere in tribuna autorità con la presidente del Cio, Kirsty Coventry, con lo stadio che diventa tricolore per il grande omaggio alla bandiera italiana e a seguire quello a Giorgio Armani, il genio della moda recentemente scomparso e che ha legato negli anni il suo nome anche alle divise olimpiche dell’Italia Team, le prime scene della cerimonia sono un tributo alla bellezza (quella del neoclassicismo di Antonio Canova) e all’Armonia, filo conduttore dello spettacolo.
Davanti a una cinquantina di capi di Stato, Con JD Vance a tifare gli Usa e l’appello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla pace, lo stadio di Inter e Milan si trasforma in un museo vivente, teche con Amore e Psiche tra arte e tecnologia.
La musica e le connessioni
Ci sono il bianco e l’argento, poi la musica. Quella classica con i grandi maestri Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioacchino Rossini: protagonista qui l’attrice Matilda De Angelis, in biondo Marylin, direttrice d’orchestra per una sera. E si celebra l’armonia. Nella carrellata di personaggi, forme e colori (grandi tubetti di tempera fanno scendere dall’alto il giallo il blu e il rosso in un cerchio, tra spartiti che volano) poi c’è anche il tributo pop a un’altra grande italiana, Raffaella Carrà sulle note di ‘a far l’amore...’ e lo stadio balla.
Senza soluzione di continuità si mescola il registro più alto a quello popolare: e compare Mariah Carey che in total white, piume e paillettes, interpreta ‘Nel blu dipinto di blù di Domenico Modugno, seguito da uno dei suoi brani più iconici,’ Nothing is Impossiblè. Con Mattarella entrato nella tribuna dei big del mondo (al fianco la figlia Laura) accolto da un boato del pubblico si celebra la bandiera consegnata da Vittoria Ceretti fino al palco protocollare e affidata al Corpo dei Corazzieri. A Cortina intanto il vessillo viene issato da tre carabiniere. E si alzano le note dell’inno d’Italia cantato da Laura Pausini, in black tra due ali tricolori. Applausi.
Poi irrompe la voce calda di Francesco Favino con l’Infinito di Leopardi. Milano e Cortina connesse, i cerchi che brillano e poi tocca a loro, i grandi protagonisti dei Giochi.
La sfilata
Gli atleti: che sfilano nella prima parata diffusa, dalla Grecia, patria delle Olimpiadi, fino all’Italia che chiude da Paese ospitante con Arianna Fontana e Federico Pellegrino a guidare la delegazione dei 70 azzurri a San Siro. In mezzo c’è tutto il mondo, anche quello in cui la neve e il freddo non sono tradizione: la Giamaica, la Guinea, Haiti, l’Albania con l’italiana Lara Colturi a guidare la squadra di Tirana. La pace, in un mondo attraversato da guerre, dopo gli appelli alla tregua (rinnovato ancora da Papa Leone) viene suggellata dai versi di ‘Promemora’ dell’omegnese Gianni Rodari recitati da Ghali, a chiudere le polemiche per l’inno non fatto cantare all’artista milanese. Tante donne, Charlize Theron, Ambasciatrice di Pace dell’ONU, manda un messaggio ispirato a Nelson Mandela. Il mondo del futuro si mostra nelle mani di Samantha Cristoforetti. La vice di Andrea Bocelli accompagna la fiamma, che esce da San Siro dopo un staffetta tra grandi atleti. Il clou con l’accensione in simultanea dei bracieri, Arco della Pace e Piazza Dibona: show e magia dei Giochi, con l’Italia genio e tradizione senza confini.
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