DONNE
Parliamo di “border”
Altro che calcio o conquiste femminili, alle tavolate di uomini si parla di relazioni tossiche
Siamo in sette. Abbiamo una chat comune denominata Gtv (acronimo irriferibile), ci troviamo una volta alla settimana per fare il punto della situazione. Di ciascuno. L’appuntamento è davanti a un bicchiere, aperitivo all’aperto se possibile. «A border come stiamo?» è l’interrogativo, mi rendo conto poco rispettoso ma il termine va contestualizzato, che ci rivolgiamo. Per border s’intende la donna instabile, poco centrata da un punto di vista emotivo (da boderline, ma noi la usiamo in senso non clinico) in cui riteniamo che almeno una volta nella vita sentimentale s’imbatta ogni uomo. Uno di noi, in particolare, il più giovane, racconta di esperienze che rasentano il rapporto tossico. Le rievoca con impareggiabile ironia. Io provo a metterci del mio (ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale).
Nel gruppo c’è per fortuna la supervisione di due donne, professioniste nella cura della salute mentale. Ebbene, ci siamo accorti (orecchiando) che nelle tavolate di soli uomini o a maggioranza maschi, il tema delle relazioni tossiche è sempre più dibattuto. Un tempo tenevano banco, oltre al calcio, le conquiste al femminile. Ora le disfatte al femminile. C’è da sperare che il nostro innocente «border ne abbiamo?» non diventi un tormentone popolare. Con affetto.
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