IL RICONOSCIMENTO
Pazienti oncologici, premiato il progetto di Asst Valle Olona
Cura e assistenza tramite la collaborazione di figure professionali diverse. La consegna a Roma
Premiato a Roma il progetto di presa in caso dei pazienti oncologici dell’azienda sociosanitaria della Valle Olona. Il direttore del Dipartimento Oncologico Giuseppe Di Lucca ha ritirato il premio alla memoria di Elisabetta Fabbrini in occasione del trentesimo congresso Cipomo, svoltosi il 12 e 13 marzo scorsi.
IL PROGETTO
Durante il meeting scientifico, l’Asst Valle Olona ha presentato il suo progetto di oncologia di prossimità e presa in carico multidisciplinare dei pazienti oncologici cronici stabili. Il progetto prevede che la cura e l’assistenza avvenga tramite la collaborazione di figure professionali diverse – con ematologi, infermieri delle case di comunità, farmacisti, psico-oncologi, dietisti, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali impegnati insieme ai medici – e soprattutto l’integrazione tra ospedale e case di comunità. «Si è valorizzata la casa di comunità che è diventata un luogo di competenza e nodo funzionale della rete oncologica territoriale. Il paziente oncologico cronico stabile viene accompagnato lungo tutto il percorso di cura in un ambiente più accessibile e meno stressante – ha spiegato Di Lucca –. Per il 2026 prevediamo un ulteriore consolidamento del modello attraverso l’implementazione di strumenti come la telemedicina, la televisita e il teleconsulto, e l’estensione delle prestazioni erogabili nelle case di comunità, incluse le terapie a bassa intensità e i percorsi di supporto».
Ha rimarcato il direttore sociosanitario, John Tremamondo: «A fronte di una situazione attuale del paziente oncologico per il quale l’ospedale svolge ancora un ruolo centrale anche nelle situazioni di cronicità e stabilità, la nostra azienda ha definito in modo chiaro la necessità di trasferire competenze e procedure della fase cronica dall’ospedale al territorio».
IL PREMIO
L’Asst Valle Olona ha parlato di «doppio orgoglio» per il riconoscimento ottenuto: la professionista alla cui memoria è intitolato il premio, Elisabetta Fabbrini, ha infatti lavorato all’interno dell’azienda sociosanitaria del Basso Varesotto e «ha lasciato un segno importante per questo territorio».
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