DENUNCE E PROCESSO
«Perseguitati dai vicini perché siamo gay». La solidarietà del sindaco
Daverio, il racconto dell’incubo di una coppia unita civilmente. Colombo: «Vi siamo tutti vicini»
«Noi non viviamo più». Parte da qui il racconto di uno dei due uomini che da anni denunciano di essere vittime di una serie di comportamenti persecutori da parte dei vicini di casa (marito, moglie e la madre di lei). Una vicenda che, secondo la coppia - unita civilmente -, avrebbe come sfondo anche un movente omofobico e che ora potrebbe finire al centro di un unico procedimento per stalking.
«UN SOLO PROCESSO PER STALKING CON L’AGGRAVANTE DELL’OMOFOBIA»
La storia inizia nel 2021, quando i due rientrano nella loro abitazione di Daverio dopo un periodo di vacanza. Al ritorno, raccontano, trovano il giardino danneggiato. Le telecamere installate nella proprietà avrebbero ripreso alcune persone «mentre entravano nell’area verde e facevano una serie di dispetti, tra cui la rimozione di tubi dell’irrigazione e il taglio di alcune piante».
Secondo quanto riferito dalla coppia, i vicini avrebbero un diritto di passaggio pedonale limitato, necessario per raggiungere una piccola struttura presente nella loro proprietà. Tuttavia, sostengono, quel passaggio sarebbe stato utilizzato in modo più ampio, con l’accesso di più persone e con comportamenti ritenuti invasivi. Da quel momento sarebbero iniziati anni di tensioni e denunce. I due parlano di una lunga serie di episodi: danneggiamenti, minacce e insulti, fotografie scattate davanti al cancello della loro casa e controlli continui su ciò che accade nella proprietà. In alcune occasioni sarebbero state rivolte loro anche ingiurie omofobe.
Nel tempo, spiegano, i comportamenti sarebbero cambiati: «Prima erano azioni materiali, poi sono iniziati gli insulti». Complessivamente sarebbero state presentate circa trenta denunce, alcune delle quali archiviate mentre le altre risultano ancora in fase di indagine. Uno dei procedimenti, relativo a un presunto danneggiamento, è già arrivato invece davanti al giudice, ma il processo procede a rilento.
LA SOLIDARIETA’ DEL SINDACO
Sul caso è intervenuto il sindaco di Daverio, Marco Colombo. «Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza alla coppia che ha subito abusi, sia verbali che fisici, all’interno della propria abitazione - si legge in post del primo cittadino su Facebook -. Nel 2026 è davvero triste dover leggere simili notizie, e ancora più doloroso è vedere come la nostra comunità finisca in prima pagina sulla Prealpina. Daverio è un paese inclusivo: atti come questi devono sempre essere denunciati. Mi auguro che le autorità competenti, se confermata la gravità dei fatti, intervengano rapidamente per tutelare questi nostri concittadini, colpevoli soltanto di credere nel loro amore». E ancora: «L’orientamento sessuale non deve mai essere motivo di difficoltà nei rapporti di vicinato, né tanto meno ostacolare la convivenza civile. Non esiste il concetto di “tolleranza”: ciascuno ha il diritto di vivere la propria vita, esprimere le proprie idee e opinioni, senza che i propri diritti fondamentali vengano lesi da chiunque. Vi siamo @tutti vicini».
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