IN TRIBUNALE
Processo “Nerone”: chiesti 78 anni di carcere
Gli imputati sono accusati di estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, danneggiamenti, violenza privata e usura, in gran parte aggravate dall’uso del metodo mafioso
Richieste di condanna per complessivi 78 anni di carcere, un'assoluzione e tre prescrizioni. È questo il primo bilancio dell'udienza di oggi, mercoledì 18 marzo, del processo "Nerone", in corso davanti al collegio del Tribunale di Varese presieduto da Stefania Brusa.
LE RICHIESTE DEL PM
Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Giovanni Tarzia, ha formulato dodici richieste di condanna nei confronti degli imputati, ritenuti nel capo d'imputazione responsabili, a vario titolo, di una lunga serie di reati: estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali, danneggiamenti, violenza privata e usura. Contestazioni che, secondo l'accusa, sarebbero in gran parte aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso. La pena più elevata è stata chiesta per Giuseppe Torcasio, detto "Zio Pino", per il quale il pm ha sollecitato una condanna a 11 anni e 5 mesi di reclusione. Considerato dalla Direzione distrettuale antimafia come figura centrale dell'impianto accusatorio, in particolare per quanto riguarda l'aggravante mafiosa, Torcasio respinge però con decisione questo ruolo.
IL PROCESSO
Il procedimento coinvolge complessivamente sedici persone, chiamate a rispondere di circa trenta episodi criminosi. Un quadro accusatorio ampio e articolato, costruito attorno alla presunta esistenza di un sistema radicato sul territorio e caratterizzato, secondo l'accusa, da modalità operative riconducibili al metodo mafioso. Nel pomeriggio l'udienza proseguirà con gli interventi delle difese, che inizieranno a replicare alle richieste formulate dall'accusa.
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