PREVENZIONE
«Questi cibi fanno male alla salute»
Ricerca pubblicata sull’European Heart Journal da Luigina Guasti dell’Insubria di Varese e da altri docenti universitari. Occhio ad alimenti ultraprocessati, ricchi di additivi, zuccheri e sale
Limitare i cibi ultraprocessati, ricchi di additivi, zuccheri e sale aggiunti e poveri di nutrienti, per tutelare la propria salute. Un alto consumo, infatti, è associato a un rischio per la salute superiore fino al 65%, rispetto a coloro che ne consumano di meno. È quanto emerge da un documento di consenso clinico pubblicato sull’European Heart Journal da Luigina Guasti, direttrice del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università dell'Insubria di Varese, Marialaura Bonaccio dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, Massimo Piepoli dell’Università degli Studi di Milano e Licia Iacoviello dell’Università Lum di Casamassima, insieme al Consiglio di Cardiologia della Società Europea di Cardiologia e dall’Associazione Europea di Cardiologia Preventiva.
RISCHI PER LA SALUTE
Dal documento emerge che gli adulti con il più alto consumo di alimenti ultra-processati (come bibite, snack e dolci confezionati) presentano un rischio di malattie cardiache superiore fino al 19%, un rischio di fibrillazione atriale superiore del 13% e un rischio di morte per cause cardiovascolari superiore fino al 65%, rispetto a coloro che ne consumano di meno. Questi alimenti aggravano inoltre i principali fattori di rischio, tra cui obesità, diabete di tipo 2, ipertensione e accumulo di grassi dannosi nel sangue. Il consumo di questi cibi è in aumento in Europa, con una percentuale di calorie provenienti da essi che varia dal 61% nei Paesi Bassi e dal 54% nel Regno Unito, al 25% in Spagna, al 22% in Portogallo e al 18% in Italia.
«SERVE INFORMARE I PAZIENTI»
«Gli alimenti ultra-processati prodotti con ingredienti e additivi industriali, hanno in gran parte sostituito le diete tradizionali – spiega la docente varesina Guasti –. La ricerca suggerisce che questi alimenti siano collegati a diversi fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come obesità, diabete e ipertensione, nonché al rischio di sviluppare e morire a causa di malattie cardiache. Tuttavia, queste evidenze non sono ancora state integrate nei consigli che forniamo ai pazienti su una sana alimentazione. Ci auguriamo che questa dichiarazione di consenso della Società Europea di Cardiologia aiuti i medici a riconoscere tali cibi come un potenziale fattore di rischio e a fornire indicazioni chiare ai loro pazienti su come limitarne il consumo per prevenire i fattori di rischio cardiovascolare, le malattie e i decessi».
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