L’INIZIATIVA
Remigrazione, raccolta firme a Gallarate
Gazebo sabato pomeriggio in piazza Libertà. Anpi: «Lo sanno che la razza italiana non esiste?»
Il Comitato Remigrazione e Riconquista organizza per sabato 14 febbraio, dalle 16 alle 18.30, in piazza Libertà a Gallarate, il primo banchetto della nuova fase di raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare.
L’iniziativa, lanciata ufficialmente il 30 novembre 2025, «con l'obiettivo di raccogliere 50.000 firme al fine che la stessa venga presentata, discussa ed approvata in Parlamento - spiegano i promotori -. Al giorno attuale, la raccolta di firme online ha raggiunto un numero superiore alle 111mila firme, con il quorum necessario raggiunto e superato nelle prime 24 ore, uno dei pochissimi casi nella storia repubblicana».
«Tuttavia - rimarcano - la raccolta firme non si ferma e il numero di adesioni farà si che la volontà popolare venga espressa in maniera decisa e non possa essere ignorata dalla politica istituzionale».
Il Comitato, «oltre ad essersi reso protagonista di svariate manifestazioni con migliaia di partecipanti, tra cui quelle di Brescia e di Piacenza - aggiungono - è presente ed agisce costantemente anche nella provincia di Varese come dimostrato dall'ultima manifestazione che ha avuto luogo proprio in Gallarate il 30 novembre del 2025, dove più di 200 persone sono scese in piazza per chiedere l'approvazione della legge a seguito dell'orrendo stupro subito da una nostra concittadina da parte di un immigrato». A seguito di svariate azioni dimostrative, «tra cui l'esposizione di uno striscione nel cortile di Palazzo Estense a Varese, continuiamo la nostra mobilitazione per l'Italia con il primo banchetto che si terrà a Gallarate sabato 14 febbraio. Al banchetto sarà possibile firmare per la raccolta firme ed incontrare i componenti del Comitato».
LA REPLICA DI ANPI GALLARATE
Alla vigilia della raccolta firme organizzata in centro dal comitato che sostiene la proposta di legge a favore della remigrazione di tutti gli stranieri – comitato di cui fa parte tra gli altri anche Casapound – il direttivo dell’Anpi di Gallarate ha preso posizione per contestare l’iniziativa. «Lo sanno i patrioti di puro sangue ariano che converranno domani a Gallarate per propagandare le loro idee di remigrazione forzata che una razza italiana non esiste, che noi siamo ciò che resta di millenni di dominazioni straniere e stratificazioni etniche?», ha scritto in una nota l’associazione partigiani guidata da Guja Baldazzi. «Lo sanno che noi siamo un popolo che ha fatto per secoli dell’emigrazione la cifra fondamentale della propria sopravvivenza? Lo sanno che dalla nascita del Regno d’Italia a fine 1800 partirono per lavorare all’estero oltre sei milioni di Italiani e che altri 23 milioni ne migrarono nel corso del Novecento? Lo sanno che ci trattavano come “tonnellate umane”, ci linciavano, ci consideravano criminali e ladri di posti di lavoro, ci emarginavano, ci schernivano, ci affibbiavano i più infami appellativi? Lo sanno che di questi tanti milioni di disperati non tutti ce la fecero e furono costretti a tornare al proprio paese, sconfitti e ricacciati nella miseria perpetua? Forse non lo sanno, o semplicemente fanno finta di non saperlo, perché viceversa troverebbero un modo diverso di trascorrere il Carnevale, un po’ più intelligente, magari divertendosi con i loro figli o nipoti, che solo per caso e per fortuna sono nati in Italia, ignari che i nostri egoismi e le nostre intolleranze ci stanno facendo scivolare nella decadenza e nell’irrilevanza».
L’aperta contrapposizione tra Anpi e comitato per la remigrazione in città si era registrata già lo scorso novembre, in occasione della manifestazione organizzata dall’ultradestra lo stesso giorno in cui ad Arnate veniva ricordato l’anniversario dell’uccisione del partigiano gallaratese Luciano Zaro. In aperta contestazione contra la remigrazione pochi giorni fa anche la Cgil ha voluto proprio a Gallarate un convegno dedicato all’immigrazione.
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